Dopo 13 anni consegnato il parco confiscato ai clan
ROSARNO Sperando che sia la volta buona, si è svolta stamattina a Rosarno l`attesa cerimonia di ri-consegna di un bene confiscato alla mafia, che versava in stato di abbandono ed è stato ristrutturat…

ROSARNO Sperando che sia la volta buona, si è svolta stamattina a Rosarno l`attesa cerimonia di ri-consegna di un bene confiscato alla mafia, che versava in stato di abbandono ed è stato ristrutturato di recente. Il parco giochi, ricavato in un terreno che era appartenuto al clan Piromalli e che l`amministrazione comunale aveva avuto assegnato nel lontano 1999, è stato adesso affidato al gruppo scout “Rosarno 1” che provvederà a renderlo fruibile al pubblico.
L`evento riveste un significato particolare, da un lato perché sembra terminare un lungo periodo di incertezza dentro una struttura in passato più volte vandalizzata e mai concretamente messa in sicurezza, pur trovandosi in aperta campagna; dall`altro, perché la riqualificazione dell`area pubblica completa un`offerta di servizi che nella stessa zona è garantita anche dal consorzio Piana Sicura, che riqualificò negli anni scorsi un campo di calcetto che sorge poco distante.
Questa dei ritardi con cui si giunge alla cerimonia di oggi è una storia per certi versi simile a quella del campo di calcio della vicina Rizziconi che dovette essere assegnato due volte per entrare in funzione pienamente e poter ospitare, nei mesi scorsi, la nazionale italiana di calcio di mister Prandelli.
E` stata l`amministrazione guidata dal sindaco Elisabetta Tripodi che, un anno fa, attraverso la pubblicazione di un bando, ha voluto mettersi alla ricerca di associazioni disposte a gestire il bene confiscato. Con il sindaco, che ha detto di «voler dimostrare con i fatti l`impegno antimafia dell`amministrazione», erano presenti anche gli assessori Teodoro De Maria e Francesco Bonelli. Alla cerimonia di oggi, assenti i rappresentanti di Regione e Provincia, hanno preso parte inoltre il caposcout Gaetano Spagnolo, il capitano dei carabinieri Francesco Cinnirella, don Pino Varrà, in rappresentanza del vescovo monsignor Francesco Milito, don Pino De Masi, nella veste di referente di Libera. Quest`ultimo ha affermato: «Questo luogo era brutto, perché la mafia vuole l’incuria. La legalità, invece, è anche bellezza. Ai ragazzi oggi dico che è una bella giornata, anche perché sta cambiando qualcosa, i loro genitori sono qui con noi, e spronano i figli, non come in passato quando li costringevano a “farsi i fatti loro”».