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Emodinamica, la rivolta dei sindaci vibonesi contro il modello “itinerante”. «La nostra provincia è sempre penalizzata»

Romeo accusa di «lassismo» la Regione. «L’infarto è fulminante, non itinerante». I primi cittadini chiedono un servizio stabile e H24. Sestito: «Disposizioni dal Ministero»

Pubblicato il: 17/08/2026 – 15:57
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA La provincia di Vibo Valentia ha bisogno dell’emodinamica e quella itinerante «non è sufficiente». A metterlo nero su bianco in un documento approvato dalla Conferenza dei sindaci sono i primi cittadini del Vibonese, riuniti d’urgenza questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza. I sindaci, accogliendo anche le istanze delle associazioni civiche, hanno espresso «profondo dissenso e rammarico» per la soluzione proposta dalla Regione (e approvata dalla Giunta regionale) di una equipe itinerante che garantisca l’emodinamica nelle località escluse dalla rete Sca. Una soluzione “tampone” a cui la comunità vibonese ha intenzione di ribellarsi, essendo «l’unica provincia ad essere penalizzata» tra quelle calabresi.

Sindaci e cittadini contro l’emodinamica itinerante

Al centro delle polemiche la delibera n.400 della Giunta regionale del 21 luglio, che ha delineato un modello “itinerante” che sarà già attivo a Lamezia Terme, Paola, Corigliano-Rossano, mentre Vibo, Polistena e Locri si aggiungeranno non appena le sale predisposte saranno pronte. Allo Jazzolino, ospedale Spoke (per i quali non è prevista l’emodinamica) e non Hub, sarà ristrutturata e utilizzata una vecchia sala operatoria di ortopedia. Un progetto “itinerante” che la Regione ha definito sperimentale e unico in Italia, ma che nel Vibonese viene visto come ennesima penalizzazione per la provincia. Anche perché Crotone – fanno notare nella Conferenza – nonostante sia ospedale Spoke avrà il suo servizio di emodinamica stabile. Ad oggi, in caso di infarto o problemi cardiaci per i cittadini vibonesi, non resta che appoggiarsi a Catanzaro. «A Vibo Valentia non può non esserci l’emodinamica» afferma il presidente della Conferenza dei sindaci Salvatore Fortunato Giordano, nell’annunciare il documento da inviare a Roberto Occhiuto e alla Regione per chiedere il ripristino del servizio con risorse adeguate e personale qualificato. «Oggi apprendiamo della possibilità da parte dell’Asp di ripristinare questa sala e lo faranno a prescindere, anche perché le strumentazioni saranno poi disponibili per il nuovo ospedale. Ma devono essere le condizioni minime per avere un’emodinamica stabile».

«È una presa in giro»

Ad alzare la voce è, soprattutto, il sindaco del capoluogo Enzo Romeo, che si scaglia contro la Giunta regionale e chi ha avuto l’idea dell’emodinamica itinerante. «Da parte della Regione c’è un lassismo totale, pensare di fare una emodinamica itinerante nell’ospedale di Vibo significa prendere in giro i cittadini, gli amministratori, una collettività che ha gli stessi problemi cardiaci che hanno gli altri calabresi, ma che deve fare minimo 70 km per andare a provare a risolvere un infarto. L’infarto non è itinerante, l’infarto è fulminante. L’emodinamica itinerante non ha alcun senso neanche dal punto di vista medico e clinico. Deve essere stabile, strutturata H24 e raggiunta nel minor tempo possibile».

Sestito: «La Regione ha eseguito le indicazioni dal Ministero»

Presente alla Conferenza anche il commissario dell’Asp di Vibo Valentia Angelo Vittorio Sestito, che ha ricordato come la Regione sia stata “costretta” ad agire così su indicazione del Ministero. «Ma perché è sempre Vibo Valentia ad essere penalizzata?» è l’obiezione mossa dai comitati civici nella sala consiliare. «La Regione non ha fatto altro che recepire una prescrizione del Tavolo DM70 che ha indicato quale doveva essere la nuova formulazione della rete e ha cercato di trovare una soluzione intermedia realizzando questo modello itinerante. Ma questo non significa che sarà il modello definitivo, ci hanno assicurato che chiederà una revisione al Ministero». Da parte sua, l’Asp continuerà con i lavori per la sala allo Jazzolino: «Noi adegueremo i locali, avendo anche la possibilità di farlo con fondi di bilancio, abbiamo già dato mandato agli uffici tecnici per progettare e affidare i lavori». La soluzione principale prevede la ristrutturazione della vecchia sala operatoria di ortopedia, capace di usufruire già di una parte impiantistica adeguata e di tempi celeri, anche per l’acquisto delle attrezzature.

Da Nicotera a Catanzaro con principio di infarto

Durante la Conferenza, il sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco ha raccontato un episodio accaduto pochi giorni fa: un anziano di 90 anni dopo essersi recato alla Guardia medica per un principio di infarto è stato costretto a trasferirsi in modo autonomo (aiutato da un concittadino) all’ospedale di Vibo, causa assenza di ambulanze. Da lì, poi, ha dovuto raggiungere l’ospedale di Catanzaro. Un viaggio durato diverse ore che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi, ma che diventa esempio concreto della necessità dell’emodinamica nella provincia vibonese. «I commissari antimafia, fino a qualche mese fa, ci davano per certa l’attivazione del servizio allo Jazzolino di Vibo Valentia, una promessa che oggi viene smentita» afferma Marasco. «Tutte le province calabresi hanno già un servizio strutturato, solo Vibo deve accontentarsi di un modello chiamato itinerante. Non chiediamo qualche esperimento sulla pelle dei vibonesi, chiediamo parità di trattamento». (m.russo@corrierecal.it)

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