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La satira di Scalercio concede il bis

COSENZA Due spettacoli, perché uno non poteva bastare. Il primo nel pomeriggio del 30 dicembre, con le persone sedute nel teatro dell’Acquario fin sopra i gradini, il secondo questa sera alle 21, p…

Pubblicato il: 02/01/2013 – 12:04
La satira di Scalercio concede il bis

COSENZA Due spettacoli, perché uno non poteva bastare. Il primo nel pomeriggio del 30 dicembre, con le persone sedute nel teatro dell’Acquario fin sopra i gradini, il secondo questa sera alle 21, per accontentare i tantissimi che erano rimasti fuori. Nunzio Scalercio chiude il vecchio anno e inizia quello appena nato con la sua satira affilata, il cui effetto ricorda certi personaggi dei cartoni animati, che dopo uno scontro pare non si siano fatti nulla e poi cadono in terra tagliati a fettine. Deve essere merito del garbo che cela la spietatezza, della leggerezza con cui racconta certe piccole sventure cittadine, alcuni personaggi urbani, quella indolenza cosentina che è pigrizia e disincanto, la “vilienza” appunto. E gli spettatori a ridere senza tregua, a riconoscere i protagonisti, a cogliere il retrogusto di ogni sferzata, come si fa col buon vino, che va assaporato prima di essere mandato giù.
Sul palco, per il bis degli “Incontri ravvicinati del Quarto lotto”, anche questa volta vecchi amici e compagni di teatro, chiamati a ridare vita e voce a storie e personaggi inventati da Scalercio molti anni fa. Ernesto Orrico, Manolo Muoio, Annarita Laganà, fantastici interpreti di storie surreali, fatte di marziani in visita in città e mamme su popolari spiagge che intimano ai figli «escia i l’acqua». E poi ancora filmati d’annata, sempre belli, con i personaggi dei cartoon giapponesi doppiati in modo esilarante e le canzoni riadattate attorno ai piccoli vizi cosentini e sulle fatiche di una città che si ricordava diversa. Dentro lo spettacolo c’è stato pure spazio per una ballata in dialetto, composta e presentata al pubblico da Antonello Anzani, cantautore cosentino, i cui temi spesso sono assai legati all’impegno politico. E per restare alla politica, vera ma non troppo, sul finire dello spettacolo è salito sul palco Giardini del Duglia, leader assoluto del movimento del Senzaltrismo, l’unico candidato alle primarie che tiene il suo comizio conclusivo quando le primarie sono chiuse. E tra le battute e le molte risate, Giardini ha simulato un intervento elettorale, snocciolando numeri di posti di lavoro assicurati, centinaia di migliaia di euro pronti e stanziati, fondi europei già impegnati. Sembrava uno scherzo e invece  era la lettura puntuale di un  vero intervento tenuto tempo fa dal governatore Scopelliti. Tra telefonate aliene destinate al sindaco – presente in sala – e battute su luci colorate e fontane che allagano le strade, lo spettacolo è poi giunto alla fine. Un modo intelligente per finire il vecchio e cominciare l’anno nuovo. Col segreto desiderio di cambiare le cose, perché il “Quarto lotto” di cui parla lo spettacolo non esiste, ma tutto il resto sì.

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