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Ricerca, gli atenei calabresi vanno a rilento

L`Unical è al 25° posto tra le grandi università. Magna Graecia e Mediterranea rispettivamente al 18° e al 26° tra le medie. Il sistema universitario calabrese non ha molto di cui gioire, stando ai…

Pubblicato il: 16/07/2013 – 17:04
Ricerca, gli atenei calabresi vanno a rilento

L`Unical è al 25° posto tra le grandi università. Magna Graecia e Mediterranea rispettivamente al 18° e al 26° tra le medie. Il sistema universitario calabrese non ha molto di cui gioire, stando ai dati del rapporto sulla valutazione della qualità della ricerca tra il 2004 e il 2010. Le cifre e le classifiche sono state diffuse dall`Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), dopo un lavoro monstre, il più grande mai realizzato nel suo genere a livello internazionale. Sono state alutate 95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Miur e 26 enti “volontari” (9 enti di ricerca e 17 consorzi interuniversitari). Una raccolta di dati iniziata a novembre 2011 e andata avanti per 20 mesi, sezionando tutti gli ambiti della ricerca, suddivisi in 14 aree tematiche. In totale il processo di valutazione ha riguardato 184.878 prodotti di ricerca (tra articoli, monografie e saggi, atti di convegni, brevetti, manufatti, note a sentenza, traduzioni, software, banche dati, mostre e performance e cartografie), che sono stati valutati in base a criteri di rilevanza, originalità e grado d’internazionalizzazione.
Va da sé che la produzione degli atenei calabresi non ha colpito i 450 esperti arruolati dal ministero.
E il fatto è potenzialmente molto pericoloso per i futuri equilibri finanziari delle accademie. Le norme, infatti, prevedono che questa valutazione costituisca un elemento fondamentale nella ripartizione delle risorse pubbliche a tutte le istituzioni coinvolte. Un modo per dare attuazione al terzo principio che si affianca a trasparenza e accountability: il merito, come parametro di distribuzione delle risorse pubbliche.
La quota che andrà agli atenei meritevoli, ha precisato il ministro Maria Chiara Carrozza a margine della presentazione, è di 540 milioni, che sarà appunto assegnata in base ai risultati del rapporto dell`Anvur tra il 2004 e il 2010.

IL TOP È AL NORD
Tornando alla valutazione di università ed enti, tra le grandi, come detto, spicca Padova, prima in classifica in 7 delle 14 aree scientifiche definite dal Cun: “scienze fisiche”, “scienze della terra”, “scienze biologiche”, “scienze mediche”, “scienze agrarie e veterinarie”, “ingegneria industriale e dell`informazione”, “scienze economiche e statistiche”. Roma, tra i grandi atenei, spicca nell`area “scienze matematiche e informatiche” con La Sapienza e Tor Vergata. In generale, sempre le grandi università, risaltano Milano Bicocca, Verona, Bologna e Pavia. Tra le medie, invece, Trento è la migliore mentre tra le piccole la prima e` la Sant`Anna di Pisa. Per quanto riguarda gli enti di Ricerca, invece, spicca l`assenza del Cnr: primo l`Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia davanti a quello di Fisica nucleare.
Per l`Università della Calabria, che proprio oggi va al voto per scegliere il prossimo rettore – e anche la nuova filosofia sulla ricerca applicata – il miglior risultato arriva dalle “scienze fisiche” (al terzo posto in Italia tra i grandi atenei). Per il resto, Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria hanno molto da migliorare se non vogliono raccattare le briciole dei fondi concessi dal ministero sulla base del merito. (0020)

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