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A Pentedattilo il cinema solidale. Tutti i vincitori

REGGIO CALABRIA Grande soddisfazione per il successo dell’ottava edizione del Pentedattilo Film Festival che ha entusiasmato il borgo del Reggino. Sono stati tre giorni intensi durante i quali sono…

Pubblicato il: 26/08/2013 – 12:24
A Pentedattilo il cinema solidale. Tutti i vincitori

REGGIO CALABRIA Grande soddisfazione per il successo dell’ottava edizione del Pentedattilo Film Festival che ha entusiasmato il borgo del Reggino. Sono stati tre giorni intensi durante i quali sono stati proiettati oltre 150 cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Altissima la qualità delle opere pervenute che hanno reso ancora più importante il festival internazionale di cortometraggi promosso e realizzato dall’associazione Pro Pentedattilo e dalla Ram Film, grazie anche all’aiuto logistico dell’Agenzia dei Borghi Solidali e del patrocinio e sostegno della Provincia di Reggio Calabria, assessorato alla cultura. Da segnalare l’ottima partecipazione del pubblico che ha popolato il suggestivo borgo a cinque dita per un appuntamento che, nonostante le difficoltà incontrate, complici anche i tagli della Regione Calabria che non ha finanziato questa edizione, ha riscosso un grandissimo successo.
L’evento conclusivo ha visto l’intervento di Emanuele Milasi, direttore artistico, Americo Melchionda, direttore organizzativo, Maria Milasi, coordinatrice artistica, Alessia Rotondo, traduttrice, ed i vari giurati tra i quali spiccano nomi illustri del panorama cinematografico internazionale. A Pentedattilo hanno preso la parola, infatti, Alessandro Ago, Davide Oberto, Darin Sallam, vincitrice nella scorsa edizione del Corto Donna, Silvano Luppino, Koray Sevindi, vincitore di “Territorio in Movimento” nel 2012, Guillermo Laurin Salazar, gli studenti dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.
Ecco i vincitori: per “Territorio in movimento” primo premio a “Kiran” di Alexander Riedel & Bettina Timm «per aver saputo raccontare l’originalità del suo protagonista e la complessità del mondo che lo circonda»; secondo premio a “Blu” di Nicolae Constantin Tanase «per essere riuscito, attraverso una piccola vicenda famigliare, a raccontare anche la storia contemporanea di un paese»; terzo premio a “Danger of complete extinction” di Konstantin Kolesov «per aver costruito una complessa rappresentazione dello scontro generazionale, che diventa anche scontro politico nella Russia post sovietica». Tre le menzioni speciali: a “Bounty” di Finbarr Wilbrink per aver creato uno spazio cinematografico capace di raccontare la dialettica dell’identità nelle società contemporanee, a “Shame and glasses” «per aver reso con semplicità la forma narrativa del cortometraggio» e a “F5” di Timofey Zhalnin «per una regia e la recitazione capace di adattarsi a diversi linguaggi, dal cinema alla danza, nel raccontare una storia che spinge lo spettatore a riflettere su cos’è davvero l’arte».
Nella sezione “Corto donna” trionfano ex aequo “Histoire Belge”  di Myriam Donasis («Perché – si legge nelle motivazioni –, attraverso una costruzione narrativa originale e un montaggio accattivante, tratta una tematica che va oltre l’omosessualità ma tocca un desiderio universale») e “More than two hours” di Ali Asgari («Per la messa in scena di un conflitto forte e credibile, con un finale aperto e inevitabile che lascia però una speranza»); menzione speciale a “Paper mountains” di Lynsey Miller «perché, attraverso un’efficace direzione degli attori, racconta un sogno ad occhi aperti, il viaggio di una ragazzina motivato da un desiderio semplice e forte. Un film che insegna che tutto ciò in cui si crede è reale».
Anche nella categoria “Thriller” salgono assieme sul podio due opere: “Deux inconnus” di Lauren Wolkstein «per la linearità narrativa e la particolare cura della fotografia che conferisce all’intera opera una continuità tra regia e attori» e “A tout Prix” di Danh Yann «per l’originalità della trama, la complementarietà tra la linea narrativa e la liricità del montaggio che consentono allo spettatore di seguire senza difficoltà lo sviluppo degli eventi»; menzione speciale per “I spy with my little eye” di Gunda Aurich («Per la cura degli elementi narrativi propri del genere thriller sviluppati attraverso una fotografia e una recitazione di alto livello stilistico»).
Nella sezione “Animazione” trionfa “Emilie” di Olivier Pesch «per aver raccontato una fiaba moderna con un perfetto uso della stop motion che crea personaggi indimenticabili», mentre fra i videoclip s`impone “Flowers for anytime” di Diego Monfredini: la giuria del Pff ha apprezzato «l’utilizzo del linguaggio cinematografico applicato a quello musicale, con una regia interessante che sottolinea una fotografia di spessore». (0070)

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