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Il diario dei Syndrome dal festival ungherese

A luglio di ogni anno Veszprém, Ungheria, si trasforma in una vera città dei festival: qui si incontrano diverse band da tutta Europa che suonano dalla mattina a sera. Quella del «Veszprémi Utcazen…

Pubblicato il: 23/07/2014 – 14:50
Il diario dei Syndrome dal festival ungherese

A luglio di ogni anno Veszprém, Ungheria, si trasforma in una vera città dei festival: qui si incontrano diverse band da tutta Europa che suonano dalla mattina a sera. Quella del «Veszprémi Utcazene Fesztivál» (http://utcazene.hu/) è un’aria straordinaria, folla allegra e tanta musica. Sette palchi, venti band ungheresi mentre quelle estere sono solo quattro: tre italiane e una francese (Wombo Orchestra). Fra le tre italiane ci sono i reggini Syndrome, che si esibiranno dal 23 al 26. Proprio con i Syndrome (Raffaele Bova voce; Claudio Bruno chitarra; Emanuele Triglia basso e Fabio Listo batteria) inauguriamo oggi un “diario” web che sarà aggiornato quotidianamente per tutta la durata dell’evento. (0070)

 

Giorno 1
Da Morricone al ragù: Italia, ci manchi già…
Eccoci! La nostra avventura in Ungheria è appena iniziata ma un po’ di Italia l’abbiamo trovata anche qui: nella macchina che abbiamo affittato l’unico cd era di Ennio Morricone… Pensate un po’. Veszprém è bellissima e l’aria è piena di musica e gioia, abbiamo anche conosciuto le altre due band italiane qui al festival: i Paul Mad Gang e La Tresca… grandi! A pranzo con loro abbiamo assaggiato le specialità del luogo: una assomiglia tanto al nostro ragù. Che dire… noi siamo super carichi e non vediamo l’ora di suonare questa sera! Ciao!

 

 

syndrome 1

 

Giorno 2
Un mambo contagioso

Il risveglio qui a Veszprem ha un sapore dolce. Il live di ieri sera, infatti, ci rimmarrá impresso nella mente per molto tempo. Il pubblico è meraviglioso e desideroso di musica e divertimento. Stamattina, già dalla colazione, il clima amichevole che si respira ci ha contagiato. Dopo pranzo super jam session nel cortile dell’albergo con i nostri colleghi provenienti da tutta Europa e “Mambo Italiano” contagia tutti col suo ritmo swing. Questa sera carichi e uniti per il bis.

 

syndrome jam session

 

 

Giorno 3

Il pirata che è stato in Calabria

e un tuffo nel lago Balaton

Qui le sorprese non mancano mai, alcune piacevoli altre un po’ meno! Un ragazzo vestito da pirata si è scatenato durante il concerto e ci ha confessato di essere stato in Calabria e di essersene innamorato. E a pranzo… una specialità a dir poco particolare: una zuppa fredda di amarena e cannella… mmm… forse con l’aggiunta di un po’ ‘nduja sarebbe stata il massimo (?). La sera pronti per il concerto, super carichi e il pubblico del festival non delude neanche questa volta! Tutti a ballare e saltare davanti e dietro il palco. I bodyguard hanno dovuto allontanare i ragazzi saliti sul palco… senza parole! Ora, in attesa del concerto di stasera, un bel bagno nel fantastico lago balaton. Ciao a tutti!

 

25 07 Syndrome giorno 3

 

Giorno 4
Tra calore e malinconia

Quest’ultimo giorno inizia con sentimenti contrastanti: la voglia di dare il massimo per l’ultimo concerto e la malinconia per la fine di questo meraviglioso festival. Le sorprese continuano al ristorante. Un ragazzo di Milano, che vive a Barcellona da diversi anni, ci racconta della sua esperienza da musicista di strada e della crisi che c’è ormai anche lì. L’opinione comune? In Italia, Nord o Sud che sia, la musica non ha lo spazio che merita e la burocrazia complica ancora di più la situazione. Ma, al di là di questa piccola parentesi critica, anche il concerto di ieri è andato alla grandissima. Pubblico super caloroso che vorrebbe non smettessi mai di suonare. Il live si conclude con il lancio delle nostre magliette, bacchette e plettri. Ancora siamo increduli.
Questa sera l’ ultimo concerto…non vediamo l’ ora di suonare. torniamo a casa con tanti nuovi amici, tanta esperienza e consapevoli di poter solo crescere ed imparare, musicalmente parlando e non solo.

 

Giorno 5

Il corteo matrimoniale e quello dei pupi

per salutare la nostra esperienza unica

L’ultimo giorno generalmente è quello degli addii ma nonostante la malinconia, questa esperienza nei nostri cuori non é giunta al termine. Con questa consapevolezza ferma nel cuore gli addii si trasformano in arrivederci. Un arrivederci che hai il sapore di un semplicissimo stand-by, non solo per noi!! Il clima fraterno che si é instaurato qui tra musicisti si puó percepire sin dal pomeriggio passato in hotel in attesa dell ultima prova da offrire al meraviglioso pubblico di Veszprem. Il concerto fila liscio e ci avvaliamo anche di alcuni feat che non possono che lasciare un sorriso sul nostro volto. Infatti il sassofonista della Wombo Orchestra (Fr) ci omaggia di uno splendido assolo sulla nostra cover d Stevie Wonder, Superstition, ed i Zaccustic, gruppo locale, posseduti dal ritmo tribale, intervengono arricchendo il nostro cavallo di battaglia Funk Style. Tuttavia cio che ci sorprende maggiormente non è tanto la fratellanza che si è instaurata fra musicisti, quanto le meravigliose dimostrazioni di affetto da parte del pubblico che oltre a rumoreggiare piú e piú volte per un bis, tris, quaterna, cinquina e tombola non smette di accostarsi a noi con parole di stima e affetto e in molti casi definendoci come una delle rivelazione di questo Utcazene Festival 2014. Partire é dura dopo questa esperienza, ma lo facciamo felici sapendo di aver scovato tante meravigliose storie personali e soprattutto consapevoli che esiste un popolo ospitale tanto quanto quello calabrese. I syndrome passano e chiudono!!! Alla prossima. P.s. Abbiamo assistito ad un corteo matrimoniale, usanza che ci ha stupito in quanto generalmente noi associamo il corteo al concetto funebre. Ed inoltre abbiamo scovato un’usanza del tutto simile al nostro rito della processione della Festa di Madonna reggina in cui la vara viene trasportata per la città, mentre qui ad essere portati a spasso per le vie di Veszprem sono degli immensi pupi di carattere religioso.

Syndrome
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