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La visita di Renzi e le grane calabresi

«Domani Expo. Poi Napoli (Città scienza, Bagnoli), Reggio Calabria, la Sicilia. E intanto qui si lavora allo #sbloccaitalia#italiariparte». Così Matteo Renzi, in un tweet, inviato dal suo studio di…

Pubblicato il: 12/08/2014 – 15:16
La visita di Renzi e le grane calabresi

«Domani Expo. Poi Napoli (Città scienza, Bagnoli), Reggio Calabria, la Sicilia. E intanto qui si lavora allo #sbloccaitalia#italiariparte». Così Matteo Renzi, in un tweet, inviato dal suo studio di palazzo Chigi, conferma via social la sua visita giovedì, 14 agosto, a Reggio Calabria e Gioia Tauro, malgrado ancora non sia stato reso noto un programma ufficiale. Non sarà una vigilia di Ferragosto all’insegna della spensieratezza per Renzi che, in terra calabra, troverà un’atmosfera molto torrida, e non solo dal punto di vista climatico. Il suo arrivo, infatti, avviene all’indomani della decisione del Pd calabrese di aderire alle “primarie per legge”. Per il segretario regionale, Ernesto Magorno, si è trattato di una scelta che permette «un contenimento della spesa ridotto al minimo indispensabile, considerato il momento storico di difficoltà che vivono le famiglie, i giovani, le imprese della nostra regione». Scelta che, in realtà, potrebbe servire a resettare tutto. Anche polemiche e dissidi interni sul tema delle candidature. Magorno ha raccolto l’invito lanciato da Mario Oliverio – candidato alle primarie assieme al giovane sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo e al primo cittadino di Lamezia Gianni Speranza – che aveva esortato il centrosinistra ad avviare primarie la cui regolarità sarà garantita dalla Regione. Il nastro viene riavvolto dall’inizio, con la possibilità di vedere in pista nuovi candidati o di perderne qualcuno per strada. Le candidature di Oliverio, Callipo e Speranza di fatto decadono e dovranno essere riconfermate attraverso una nuova raccolta firme. Un particolare che potrebbe cambiare le carte in tavola e consegnare nuovi protagonisti per la corsa a Palazzo Alemanni.
Ma il premier troverà anche un’altra gatta da pelare. Aumentano di ora in ora, infatti, le fibrillazioni all’interno del partito, nel Cosentino. Numerosi dirigenti del Pd della provincia di Cosenza hanno inviato al premier una dura lettera sui «comportamenti assunti dal segretario provinciale, Luigi Guglielmelli». Ma dai toni si capisce come i mal di pancia siano piuttosto datati e mai sopiti. «Il comportamento del segretario Guglielmelli, eletto – si legge infatti nella missiva – solo da una parte degli iscritti, è stato fazioso anche durante le ultime elezioni amministrative. Potremmo citare tantissimi casi, ma ricordiamo soltanto quello gravissimo di Serra Pedace, dove Guglielmelli ha inteso sostenere dal palco la lista avversaria a quella del Pd, nonostante in quel Comune si siano tenute regolarmente le primarie. Il segretario provinciale del Pd di Cosenza ha la sfrontatezza di minacciare, tramite Facebook, coloro che intendono candidarsi al consiglio regionale, affermando in tono minaccioso che “le liste le fa l’Assemblea provinciale”».
Insomma in Calabria, di questi tempi, Renzi ha poco da #staresereno. (0050)

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