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Caselli: «La corruzione ci priva di 60 miliardi l'anno»

AMANTEA «La legalità non è questione di guardie e ladri, ma riguarda da vicino tutti i cittadini, nel senso che se c’è più legalità migliora la qualità della vita». Lo ha detto l’ex magistrato…

Pubblicato il: 19/12/2014 – 15:28
Caselli: «La corruzione ci priva di 60 miliardi l'anno»

AMANTEA «La legalità non è questione di guardie e ladri, ma riguarda da vicino tutti i cittadini, nel senso che se c’è più legalità migliora la qualità della vita». Lo ha detto l’ex magistrato Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, parlando con i giornalisti a margine della decima edizione del “Forum regionale dell’agricoltura e dell’alimentazione” della Coldiretti Calabria, che si è svolto a Campora San Giovanni. «Questo perché – ha aggiunto Caselli – la corruzione sottrae alla collettività 60 miliardi l’anno, che se venissero recuperati consentirebbero a tutti di vivere meglio, beneficiando di servizi di maggiore qualità. La legalità, dunque, conviene, e questo si può constatare anche nell’agroalimentare. Se in questo settore qualcosa non funziona, se ci sono cioè irregolarità o addirittura presenze mafiose, ne va di mezzo la sicurezza alimentare e quindi la salute dei cittadini. Senza regole, anche nell’agroalimentare, le conseguenze sono devastanti per i cittadini e per le imprese oneste».
«Le organizzazioni mafiose e chi a esse è collegato – ha continuato Caselli – non si negano nulla e sfruttano, speculando e frodando, in questo o in quel settore, i contributi dell’Unione europea sulla base della logica “piatto ricco mi ci ficco”». Ancora, secondo l’ex procuratore della Repubblica di Torino, «non si deve cedere alla logica del “non c’è niente da fare”. Questa situazione si può contrastare con una maggiore vigilanza e attenzione, e con una determinazione comune che deve tradursi in interventi concreti. L’osservatorio che ha creato Coldiretti si propone di monitorare la situazione dell’illegalità, presenze mafiose comprese, nell’agroalimentare, di denunziarla e di lavorare ai rimedi possibili in sinergia con i soggetti e gli enti pubblici e privati interessati a queste problematiche. Si tratta di obiettivi ambiziosi, ce ne rendiamo conto – ha proseguito Caselli – ma gli interessi in gioco, come la salute dei cittadini, l’ambiente e la tutela del made in Italy, sono formidabili e rappresentano valori veri e interessi primari. Fare qualcosa per tutelare meglio questi valori, è nell’interesse della collettivo. L’obiettivo è ambizioso ma – conclude Caselli – vale la pena provarci». 

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