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Nomine in Regione, chiesto il rinvio a giudizio per Tallini

CATANZARO Nuova tegola giudiziaria per il consigliere regionale Mimmo Tallini. Il pm Gerardo Dominijanni ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex assessore regionale al Personale…

Pubblicato il: 20/12/2014 – 17:30
Nomine in Regione, chiesto il rinvio a giudizio per Tallini

CATANZARO Nuova tegola giudiziaria per il consigliere regionale Mimmo Tallini. Il pm Gerardo Dominijanni ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex assessore regionale al Personale, in relazione alla proroga degli incarichi a favore di due dirigenti della Regione. Secondo l’accusa, l’azione di Tallini avrebbe provocato un danno patrimoniale vicino ai 350mila euro. La vicenda ha inizio nel novembre 2011, quando Tallini, in assenza del prescritto parere di regolarità amministrativa, propone alla giunta di adottare una delibera (la 466) con la quale viene disposta la prosecuzione degli incarichi (già prorogati nel luglio precedente con un atto del luglio precedente) di Valeria Fedele e Giorgio Margiotta, rispettivamente dirigente del settore Sviluppo risorse umane e di dirigente del settore Sistema informativo territoriale. Secondo l’accusa, Tallini avrebbe così procurato «intenzionalmente» un «ingiusto vantaggio patrimoniale», quantificato in circa 172mila euro per Fedele e in 174mila per Margiotta.
Nella richiesta di rinvio a giudizio, presentato lo scorso 1 dicembre, il sostituto procuratore Dominijanni sottolinea che Tallini, al fine di favorire i due dirigenti, avrebbe omesso «dolosamente» di sottoporre alla giunta la proposta di revoca in autotutela della delibera “incriminata”, formulata – su preciso incaricato dello stesso esecutivo, come riportato dal verbale di giunta del 20 marzo 2012 – dal dipartimento Personale nel maggio successivo. L’assessore avrebbe “occultato” quella proposta di revoca nonostante i chiarimenti del dipartimento 7, forniti «a seguito di pretestuosa (rectius: dolosa)» richiesta dello stesso Tallini, e il «sollecito» dell’1 giugno firmato dall’allora presidente della giunta regionale Scopelliti.
L’ex assessore, rieletto alle ultime elezioni del 23 novembre nelle fila di Forza Italia, è imputato, assieme a Scopelliti, anche nel processo sulla nomina di Alessandra Sarlo. Anche in questo caso l’accusa è di abuso d’ufficio in relazione alla designazione della manager, moglie dell’ex giudice Vincenzo Giglio, alla guida del dipartimento Controlli.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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