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Caso precari, anche la "nuora" di Scarpelli tra gli "assunti"

COSENZA All’Asp di Cosenza il nepotismo è in voga come nella Roma papalina del 400. Nel caso dell’ex dg Gianfranco Scarpelli, però, forse sarebbe più opportuno parlare di “familismo” (amorale?), da…

Pubblicato il: 02/01/2015 – 15:48
Caso precari, anche la "nuora" di Scarpelli tra gli "assunti"

COSENZA All’Asp di Cosenza il nepotismo è in voga come nella Roma papalina del 400. Nel caso dell’ex dg Gianfranco Scarpelli, però, forse sarebbe più opportuno parlare di “familismo” (amorale?), dal momento che a ricevere le sue “attenzioni” non è stato un parente in senso stretto. Tra i destinatari dell’ormai famosa lettera con cui il manager convocava i precari in vista di una futuro impiego negli uffici dell’Azienda figurerebbe anche Laura Rizzuti. Che è una cantante piuttosto nota a Cosenza ma soprattutto è la compagna di vita di Attilio Scarpelli, il figlio dell’ex dg dell’Asp bruzia.
Tanto per chiarire: la presenza della vocalist 33enne nell’elenco dei precari fornito dal dipartimento Lavoro della Regione sarà sicuramente legittima, né è possibile mettere in dubbio il diritto ad avere un’occupazione per la giovane “nuora” di Scarpelli. Ma certo questo nuovo aspetto non farà altro che aumentare le polemiche attorno a una vicenda che ha già caratterizzato (negativamente) la fase immediatamente successiva alle elezioni regionali del 23 novembre. Anche se l'”affaire precari” trova origine parecchie settimane prima.

 

LA LEGGE REGIONALE
Tutto inizia con una legge regionale bipartisan (la 12 del 2014) presentata da Carlo Guccione (Pd) e Fausto Orsomarso (ex Ncd ora Forza Italia), entrambi rieletti (il primo è stato il consigliere più votato in assoluto) alle ultime consultazioni elettorali. La norma è un'”interpretazione autentica” della legge per il superamento del precariato (la 1 del 2014) e in pratica allunga l’elenco dei soggetti che possono essere inclusi nel cosiddetto “bacino” regionale dei senza lavoro.
È il 5 novembre quanto il dipartimento 10, guidato da Vincenzo Caserta, trasmette agli uffici di Scarpelli l’elenco del personale che corrisponde ai nuovi requisiti introdotti dalla “Guccione-Orsomarso”. In tutto sono 133 persone, tra cui disoccupati, lavoratori socialmente utili e ultracinquantenni rimasti senza occupazione e aggrappati a un’altra speranza. In molti casi si tratta di uomini e donne che si trovano in condizione di grande disagio economico. Il punto è che cognomi e parentele di molti loro fanno tornare alla mente volti noti e meno noti della politica cosentina e non solo. Anche la provenienza geografica degli aspiranti lavoratori fa sorgere qualche dubbio. Insomma, con un po’ di malizia dietro l’elenco fornito dal dipartimento Lavoro si potrebbe anche intravedere una spartizione di posti molto “politica”, dove ogni maggiorente – indifferentemente di destra o di sinistra – sembra averci messo lo zampino. E così Scarpelli si è ritrovato a firmare la convocazione anche della compagna del figlio.

 

IL RUOLO DI SCARPELLI
Al di là della questione precari, il caso Scarpelli ha già creato molti motivi di imbarazzo ai piani alti della Regione. Il manager è stato rinviato a giudizio per il caso degli “incarichi d’oro” nell’Asp di Cosenza, fatto da cui ha preso avvio il suo procedimento di revoca. Bloccato, in una prima fase, per via dell’assenza di un nuovo commissario ad acta (che avrebbe dovuto vistare l’atto) in seguito alla sospensione e alle successive dimissioni dell’ex governatore Scopelliti. Scarpelli rimane al suo posto fino a quanto il nuovo “capo” della Sanità, Luciano Pezzi, non avvia, il 20 ottobre, il nuovo procedimento di revoca. Che, in base al ruolino di marcia fissato dallo stesso generale della guardia di finanza, si sarebbe dovuto concludere il 19 novembre, a 4 giorni dalle elezioni. Pezzi, invece, firmerà la revoca a urne chiuse, il 24 novembre, consentendo a Scarpelli di stare al timone della più grande Azienda sanitaria calabrese nei giorni topici della disfida elettorale.

 

SCANDALO PRECARI
Le presunte operazioni clientelari attuate all’Asp di Cosenza subito prima del voto hanno agitato la politica calabrese per settimane. L’aspetto più paradossale, però, è un altro: la presa di posizione più dura è arrivata da Ncd, il partito guidato dai fratelli Tonino (coordinatore regionale) e Pino Gentile, storicamente vicini a Scarpelli. Gli alfaniani non sono andati troppo per il sottile e hanno invocato la revoca degli atti dell’Asp e sollecitato la Procura a intervenire su una storia piena di ombre. Tutto questo mentre si aspetta ancora di conoscere l’opinione sulla vicenda del neo governatore Mario Oliverio.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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