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AEMILIA | Quattro giorni in carcere per un’omonimia

REGGIO EMILIA Una omonimia ha fatto finire quattro giorni in carcere un imprenditore reggiano, nato a Crotone, scambiato per un boss della ‘ndrangheta durante l’operazione “Aemilia”, della Dda di B…

Pubblicato il: 08/02/2015 – 20:19
AEMILIA | Quattro giorni in carcere per un’omonimia

REGGIO EMILIA Una omonimia ha fatto finire quattro giorni in carcere un imprenditore reggiano, nato a Crotone, scambiato per un boss della ‘ndrangheta durante l’operazione “Aemilia”, della Dda di Bologna, che a fine gennaio ha prodotto oltre cento arresti. Vittima dell’omonimia Gaetano Oppido, 41 anni, titolare dell’azienda “Impresa Costruzioni Oppido s.r.l.” di Reggio Emilia. Al suo omonimo è attribuita l’associazione per delinquere di stampo mafioso, e condotte estorsive. Difeso dagli avvocati Maria Luisa Caliendi e Nefer Sansoni, ha affermato la sua innocenza negli interrogatori, avanzando l’ipotesi dell’omonimia. I legali hanno trovato i riscontri e alla fine è stato scarcerato. Ora viene valutata la richiesta di risarcimento.

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