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Pd, i tre segretari incompatibili siano considerati decaduti

Intervengo sulla vicenda relativa al caso, perchè di caso si tratta, dei tre segretari provinciali del mio partito, Michele Mirabello, Seby Romeo ed Enzo Bruno, per svolgere una riflessione che, mu…

Pubblicato il: 12/02/2015 – 15:43

Intervengo sulla vicenda relativa al caso, perchè di caso si tratta, dei tre segretari provinciali del mio partito, Michele Mirabello, Seby Romeo ed Enzo Bruno, per svolgere una riflessione che, muovendo dalla loro incompatibilità, salvaguardi l’immagine del Partito democratico calabrese. I tre segretari provinciali, com’è noto a tutti, e non solo all’interno del Pd, avrebbero dovuto rassegnare le loro dimissioni da segretario provinciale all’atto della loro candidatura uno a Presidente della Provincia gli altri due a consigliere regionale. Passi che le dimissioni non si siano presentate all’atto della candidatura, passi perché sotto campagna elettorale non si mette mano agli organismi dirigenti, ma non può passare e non può essere tollerato il non rispetto delle regole a distanza di tre mesi dalla loro “statutaria decadenza” anche alla luce degli ultimi incarichi assegnati dal Consiglio regionale. Finalmente, a tre mesi dal voto, il Consiglio ha eletto gli uffici di presidenza delle quattro commissioni, anche se non si capisce, lasciando così intendere ai calabresi che la maggioranza ha già problemi, le motivazioni per cui non si sono eletti gli uffici di presidenza delle due o tre commissioni speciali. Tutto ciò rallenta l’organo legislativo che sia Scalzo che Oliverio dicono che deve recuperare il suo ruolo di indirizzo e di approvazione di leggi che consentato alla nostra regione di diventare una regione normale. Abbiamo detto in campagna elettorale, e lo ha confermato Oliverio nell’esposizione del suo programma di governo, che la Calabria ha bisogno di una rivoluzione. Per fare ciò penso che questa volta, a differenza del quinquennio di Loiero, dobbiamo evitare i due gravi errori che abbiamo commesso in quei cinque anni che per quanto mi riguarda sono: uno, chiudersi nel palazzo pensando di essere autosufficienti incensando ad ogni piè sospinto il presidente e gli assessori; due, confondere il partito con il governo nazionale e regionale. Per evitare ciò serve che i circoli, le federazioni provinciali e gli organismi regionali continuino, se mai l’hanno fatto, a stare in mezzo alla gente ascoltando i loro bisogni veicolandoli verso il governo della regione. Ecco perchè penso che i tre segretari provinciali devono immediatamente essere considerati decaduti, non fosse altro perchè si tratta di far rispettare l’art. 21 comma 2 lettera C dello statuto, che non lascia dubbi sull’incompatibilità. Non si possono affrontare i tanti problemi interni al Pd, che in alcuni territori deve essere costruito o ricostruito, e contemporaneamente i drammi del lavoro, dei giovani, della messa in sicurezza del territorio, dei rifiuti, della salute etc. che ha la nostra regione, ereditati da cinque anni di scopellitismo. Dispiace e mi meraviglia, conoscendo la sensibilità di Michele e Seby – su Bruno stendo un velo pietoso – constatare che dopo essere stati investiti di incarichi di un certo peso, il primo presidente di una importante commissione (sanità), il secondo capogruppo del primo partito in consiglio regionale, non abbiano ancora convocato gli organismi provinciali per i dovuti adempimenti, alimentando così pericolosi sospetti, sopratutto sulla delicata fase del tesseramento ed esponendo il già fiaccato Pd (si illude chi pensa che avendo vinto non ci sono più problemi) a critiche insidiose che hanno già interessato la genesi della neonata giunta regionale. Non si comprende il motivo per cui l’onorevole Magorno, nella sua veste di segretario regionale, apparentemente e ostentatamente ossequioso dei principi di legalità, non sia ancora intervenuto (lo farà Guerini commissariando le federazioni il 20?) per archiviare una situazione che se protratta rischia di alimentare un senso tangibile di sfiducia negli iscritti e nei militanti del Pd. La medesima mancanza di fiducia che i calabresi hanno dimostrato con il record negativo di partecipazione alle recenti elezioni regionali.

 

*Direttivo circolo Pd Catanzaro Lido

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