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Un manager "politico" per il Porto di Gioia

GIOIA TAURO Come si fa a stare per anni ai vertici del porto di Gioia Tauro, magari anche senza le qualifiche professionali che la più grande infrastruttura calabrese richiederebbe? Semplice, basta…

Pubblicato il: 17/02/2015 – 9:25
Un manager "politico" per il Porto di Gioia

GIOIA TAURO Come si fa a stare per anni ai vertici del porto di Gioia Tauro, magari anche senza le qualifiche professionali che la più grande infrastruttura calabrese richiederebbe? Semplice, basta avere una «particolare predisposizione a sviluppare e coltivare buone pratiche istituzionali». Una perifrasi che ai più maligni potrebbe suonare come una sincera ostentazione di buoni agganci politici al netto delle reali competenze in campo economico, logistico e amministrativo. Ecco: per gestire uno dei più grandi porti del Mediterraneo non è necessario avere un know how specifico, è sufficiente avere uno «spiccato senso» delle «relazioni pubbliche istituzionali». Il segretario generale uscente dell’Autorità portuale calabrese, Salvatore Silvestri, nel suo curriculum vitae si descrive proprio così. Per domani è stato convocato il Comitato portuale che, tra i punti all’ordine del giorno, ha pure il rinnovo per altri quattro anni del contratto del manager che vanta la sua destrezza nel mondo della politica e delle istituzioni. D’altronde, sono queste le caratteristiche preminenti che può mettere sul piatto: avvocato, 60 anni, Silvestri più che un esperto di transhipment o di gateway è un veterano della politica nostrana. L’elenco dei suoi incarichi in quelle istituzioni che, giustamente, dice di conoscere bene, è lunghissimo.

 

INCARICHI POLITICI
Dal suo curriculum si evince come dal 2005 al 2010 sia stato responsabile amministrativo di struttura speciale al dipartimento Affari generali della Regione. L’incarico più importante lo assume nel 2003, quando diventa capo di gabinetto del presidente del consiglio regionale del tempo, Luigi Fedele. Due anni prima era stato capo struttura del gruppo Misto a Palazzo Campanella, mentre nel 2000 era un componente della struttura speciale della II commissione consiliare, che si occupa di bilancio. Dal cursus honorum di Silvestri non emergono esperienze relative all’ingegneria portuale, in compenso però il segretario generale è stato, dal ’97 al 2005, componente di diverse delegazioni “istituzionali” all’estero: Stati Uniti, Brasile, Uruguay, Argentina, Germania, Irlanda, Svizzera, Polonia, Ungheria, Egitto e Australia. Silvestri avrà messo a frutto queste esperienze nel corso del suo incarico al porto?

 

LE COMPETENZE “RELAZIONALI”
Il segretario generale ha avuto soprattutto intense parentesi nell’ambito del sociale. Si è «distinto» per l’attività svolta «quale membro del Rotaract e Rotary, dove si è impegnato con passione alla vita organizzativa del club e alla realizzazione di attività congressuali». Stesso impegno profuso nel mondo dello sport, in particolare nella gestione della squadra di basket Ds, «contribuendo alla sua presenza all’interno del campionato di Serie B». Ma gli interessi di Silvestri sono ampi e vari. È lui stesso a spiegare di essersi avvicinato con entusiasmo al mondo dell’associazionismo, «coltivando, con passione, interessi in vari campi: dalla letteratura con l’organizzazione del “Premio letterario Palmi” al concorso musicale “F. Cilea”».

 

L'”AUTORITÀ” DEL PORTO
Silvestri arriva nello scalo della Piana nel 2008: prima componente del Comitato portuale, poi – a partire dal 2011, amministratore unico del Gioia Tauro port security, oggi in predicato di rimanere ai piani alti dell’Autorità per altri quattro anni. Una bella carriera per un manager “istituzionale” che aveva mosso i primi passi lavorativi nella Banca popolare cooperativa di Palmi (oggi Monte dei Paschi di Siena), in qualità di sindaco del collegio sindacale.

 

LA SCELTA DI GRIMALDI
Giovanni Grimaldi è fermamente convinto delle qualità professionali e dell’affidabilità di Silvestri. È stato proprio il tre volte commissario dell’Autorità portuale di Gioia a proporre il nome dell’avvocato per il rinnovo quadriennale del contratto. Grimaldi dovrebbe lasciare l’incarico (è stato presidente per due mandati e commissario per tre volte, nonostante le norme lo impediscano), ma prima di farlo ha pensato bene di “designare” il suo “uomo di fiducia”, che – dopo l’ok del Comitato – potrebbe diventare eredità professionale anche del prossimo management del porto. Potere delle «buone pratiche istituzionali».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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