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Oliverio: bloccheremo la fuga dei giovani dalla Calabria

CATANZARO Lavoro, soprattutto lavoro. Sembra essere questo il motto di Mario Oliverio che infatti, questa mattina, archiviati per un attimo i pensieri e le preoccupazioni sulla sanità, si è seduto …

Pubblicato il: 10/03/2015 – 12:51
Oliverio: bloccheremo la fuga dei giovani dalla Calabria

CATANZARO Lavoro, soprattutto lavoro. Sembra essere questo il motto di Mario Oliverio che infatti, questa mattina, archiviati per un attimo i pensieri e le preoccupazioni sulla sanità, si è seduto a un tavolo congiunto con i sindacati Cigl, Cisl e Uil – rappresentati dai segretari regionali Michele Gravano, Paolo Tramonti e Santo Biondo – da cui dovrà nascere il piano per il rilancio strategico dell’occupazione in Calabria.
Il vertice, inizialmente in programma per le ore 11 ma slittato di un paio d’ore, ha visto inoltre la partecipazione, al fianco del governatore, di Carlo Guccione, assessore alle Politiche del lavoro. Oliverio ha tracciato quelle che dovranno essere, nelle idee della sua amministrazione, le linee guida da seguire: «La situazione calabrese, dal punto di vista del lavoro, è grave perché siamo la regione con il tasso di disoccupazione più elevato del Paese. L’incontro di oggi è l’inizio di un percorso in cui vogliamo mettere in campo un piano per utilizzare le risorse comunitarie e non destinate alla Calabria. La prima cosa su cui puntare – ha dichiarato – è infatti strutturare l’impiego delle risorse per dare strumenti che possano rispondere concretamente alle esigenze dei calabresi, giovani in primis ma non solo a loro. Creare opportunità di lavoro e bloccare l’emorragia di giovani che lasciano la nostra terra è dunque una priorità non già rinviabile».
Nelle idee della Cgil, illustrate dal segretario regionale Michele Gravano, l’accento è invece da porre sullo sblocco delle opere pubbliche: «Le opere pubbliche rappresentano la maniera più immediata per far riprendere l’economia. Chiaro che l’edilizia, quella rispettosa dell’ambiente e sostenibile, non è comunque esaustiva dell’intero panorama di difficoltà da aggredire perché noi dobbiamo difendere il nostro apparato industriale di Reggio Calabria, di Vibo e di Lamezia. L’operazione fatta con “Omeca”, per esempio, lascia ancora parecchi dubbi perché noi consideriamo un errore essersi liberati di un settore strategico dell’industria italiana e in ogni caso, nessuno di noi conosce quali sono gli accordi sulle prospettive occupazionali».
A giudicare dalle dichiarazioni, sembra che le priorità non siano esattamente le stesse per Regione e sindacati, sintomo che l’impegno da profondere per arrivare al piano per il lavoro sarà corposo e le tempistiche non saranno brevissime. Peccato che il tempo a disposizione della Calabria non sia infinito. Intanto, sempre a proposito di lavoro, questo pomeriggio, al centro agroalimentare di Lamezia Terme, l’assessore Guccione presenterà ufficialmente le misure previste da “Garanzia giovani”.

 

«80 MILIONI PER I PERCETTORI DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA»
«Entro la fine di marzo saranno anticipati altri 80 milioni di euro per il pagamento delle indennità ai percettori di ammortizzatori sociali in deroga». Lo ha annunciato il presidente della Regione, Mario Oliverio, incontrando i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a Catanzaro. «Abbiamo avuto un ‘tavolo’ con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – ha aggiunto Oliverio – e risollecitato un incontro con il ministro per concludere l’annualità 2014».

 

«C’È L’IPOTESI DI UN REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA»
«Parte importante di una strategia di un Piano per il lavoro in Calabria rimane, comunque, una prima sperimentazione di forme di Reddito minimo di cittadinanza per significative fasce di popolazione emarginata dal reddito e dalle opportunità di lavoro, da collegare a misure di politiche attive del lavoro obbligatorie per i soggetti incentivati (formazione professionale, orientamento, tirocini aziendali, inserimento lavorativo, autoimpiego ed autoimprenditorialità, servizio civile volontario), da finanziare con le risorse del Fse 2014/2020 e con risorse nazionali del governo». Lo ha detto l’assessore regionale al Lavoro Carlo Guccione nel corso del vertice promosso dal presidente della Regione Mario Oliverio con i segretari generali regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «Guccione, nel corso dell’incontro – riporta un comunicato dell’ufficio stampa della giunta – ha illustrato diverse azioni già in atto o allo studio dell’esecutivo regionale per affrontare la drammatica situazione occupazionale calabrese: la piena e immediata attuazione regionale del Programma nazionale “Garanzia Giovani”, l’attivazione di un Programma sostenuto e diffuso di incentivi per le imprese a sostegno di nuove assunzioni stabili nelle diverse nuove forme contrattuali a tutele crescenti; l’attivazione del Fondo unico per l’occupazione e la crescita; l’istituzione di un adeguato Fondo di garanzia fideiussoria per il sostegno al credito delle nuove Imprese giovanili, al fine di sostenere i progetti di sviluppo occupazionale che non sarebbero sostenibili con il credito bancario ordinario; azioni di “welfare to work” per donne e soggetti svantaggiati; sostegno diffuso ai Progetti di “start-up” (anche minimi) di giovani, per lo sviluppo di idee imprenditoriali o di applicazioni informatico/telematiche o industriali/commerciali, connessi a processi di “spin-off” accademici o scientifici e di ricerca, o ad attività di innovazione e sviluppo di potenzialità di nuovi mercati interni o esterni; sostegno diffuso alle esperienze di “spin-off” accademici o scientifici e di ricerca con le Università calabresi e agli Istituti di ricerca o Poli di innovazione/Distretti tecnologici, attraverso lo strumento delle “borse-lavoro” o dei “vouchers formativi ed occupazionali” in modo da incentivare la permanenza dei quadri di alta specializzazione e ricercatori in Calabria ed evitare l'”emigrazione dei cervelli”; il lancio sperimentale di un Progetto di utilizzo di giovani disoccupati qualificati e incentivati, a seguito di un piano formativo adeguato, per la difesa idrogeologica e sismica del territorio o per la difesa dei beni culturali ed archeologici (sull’esempio del Parco archeologico di Sibari), e per la mappatura del territorio con l’aggiornamento della “carta dei rischi” georeferenziata, per garantire una soluzione integrata tra difesa del territorio ed opportunità di lavoro ed il rilancio delle iniziative di emersione del lavoro irregolare, finalizzate a consolidare le opportunità di regolarizzazione del lavoro sommerso in prospettiva di stabilizzazione d’impiego, con un’azione di sostegno alle imprese interessate e di incentivazione iniziale dei processi di stabilizzazione».

 

Alessandro Tarantino

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