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Diga del Melito: quella “sporca partita”

Avendo letto tutte le notizie che lasciano stupiti, rispetto alla problematica delle grandi opere e dei lavori pubblici in generale resto sempre di più convinto che, intorno alla diga sul Melito, s…

Pubblicato il: 18/03/2015 – 12:48

Avendo letto tutte le notizie che lasciano stupiti, rispetto alla problematica delle grandi opere e dei lavori pubblici in generale resto sempre di più convinto che, intorno alla diga sul Melito, sia stata giocata da alcuni una “sporca partita. La mente mi è tornata indietro al 4 luglio ed al 14 novembre 2008 quando, con due comunicati stampa, avevo chiesto “di accertare se, nel comportamento dell’Astaldi, vi era stato raggiro e dunque truffa” e denunciavo chiaramente “Affari, manovre, soldi e potere: intorno a tutta la vicenda della diga sul Melito”. Non mi sono mai arreso nel difendere la realizzazione della diga sul fiume Melito. Dal momento della rescissione del contratto con Astaldi (sempre nel 2008) ho inviato centinaia di lettere e comunicazioni ai vari presidenti del Consiglio, ai vari ministri che si sono succeduti (Altero Matteoli, Corrado Passera e l’attuale Maurizio Lupi), senza mai ricevere alcuna risposta, né sono stato mai ricevuto per poter esporre il punto di vista dell’ente consortile. Guarda caso negli ultimi anni, il “dominus totale” delle grandi opere – come affermano tutti i media – è stato Ettore Incalza. Sempre dai giornali leggo che lo stesso Gip definisce il grande manager come colui che «ha diretto ogni grande opera, controllandone l’evoluzione in ogni passaggio formale; predisponendo le bozze della legge obiettivo; di anno in anno individua le grandi opere da finanziare e sceglie quali bloccare e quali mandare avanti». Ma allora la diga sul fiume Melito c’entra qualcosa? Perché questo silenzio assoluto da parte dei vari ministri? Perché la magistratura non è andata fino in fondo, rispetto a una mia circostanziata denuncia e deposizione rilasciata l’8/04/2009 al dott. Giuseppe Borrelli, allora procuratore della Repubblica aggiunto presso la Procura della Repubblica di Catanzaro? Come mai lo stesso Incalza, pur da noi più volte interessato sulla vicenda, non abbia mai preso posizione? Abbiamo dimostrato in tutti i modi, e con una serie di documenti, il valore strategico della diga sul Melito, sottolineando tra l’altro che è un assurdo non completarla, tenuto conto che sono stati già spesi oltre 85 milioni di euro. Voglio ancora ricordare che il 3/06/2014, con una nota firmata dal sottoscritto e controfirmata da ben 52 sindaci, è stato chiesto al premier Renzi l’inserimento dell’opera nel decreto “Sblocca Italia”: da allora, più volte, abbiamo riscritto al premier e ai vari ministri senza, anche in questo caso, ricevere alcuna risposta. Che anche su quest’opera vi sia la mano di Ettore Incalza? Il dubbio lasciatemelo dire, è consentito. Sono anni che, quotidianamente, portiamo avanti, con fiducia e ottimismo,una battaglia che abbiamo e continuiamo a definire anche di legalità. Ma ancora oggi, nessun riscontro. La nostra pazienza è finita. Per l’ennesima e ultima volta chiedo a voi tutti un incontro urgente. Ove anche questa volta non dovessi ricevere un minimo di risposta, da questo momento cambieremo “verso”: mobiliteremo sindaci, Istituzioni varie, associazioni e tutti coloro che ritengono giusta, nonché essenziale, la nostra battaglia per lo sviluppo e per l’economia della Calabria. Chiamerò a raccolta tutti “gli uomini di buona volontà”, e questa volta verremo sotto Palazzo Chigi e davanti al ministero delle Infrastrutture e non faremo sconti a nessuno.

*presidente del consorzio di bonifica Jonio Catanzarese

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