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Ponte, oltre cento i rilievi del Consiglio dei lavori pubblici

Parere positivo ma con raccomandazioni

Pubblicato il: 12/08/2026 – 22:04
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Il Consiglio superiore dei lavori pubblici dà parere positivo sul Ponte sullo Stretto, ma il via libera è accompagnato da una lunga serie di prescrizioni e raccomandazioni. È questo il nodo che emerge dal documento esaminato oggi e che riapre il confronto sui tempi e sulle condizioni per proseguire l’iter dell’opera.
Il parere, secondo quanto ricostruito da Repubblica, è contenuto in 353 pagine e interviene su diversi aspetti tecnici del progetto. Tra i punti segnalati figurano il rischio sismico, gli aspetti geologici, le fondazioni, i materiali e la necessità di aggiornare alcune indagini. Particolare attenzione viene riservata alla risposta dell’opera alle sollecitazioni estreme e agli studi legati alla sismicità dell’area dello Stretto.
Il quadro che emerge non è dunque quello di una bocciatura del progetto. Ma il passaggio tecnico porta con sé una serie di indicazioni che dovranno essere affrontate nel prosieguo dell’iter. È proprio su questo punto che si concentra il confronto politico e istituzionale, tra chi considera le prescrizioni parte del normale percorso di progettazione e chi, invece, le legge come la conferma dell’esistenza di criticità ancora aperte.

Ciucci: «Raccomandazioni già previste»

A difendere l’impianto progettuale è Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina. In una dichiarazione all’Ansa, Ciucci precisa innanzitutto che la società «non dispone ancora del testo finale del parere positivo del Consiglio superiore dei lavori pubblici». L’amministratore delegato rivendica però il lavoro svolto durante la fase di verifica e anticipa la posizione della società sulle raccomandazioni emerse. «Tenuto conto che abbiamo collaborato con grande impegno alle attività di verifica del Consiglio – spiega Ciucci – possiamo anticipare che le raccomandazioni indicate dal CSLLPP erano già previste in fase di progettazione esecutiva». Secondo l’ad, lo stesso vale per le osservazioni formulate dal Comitato scientifico, che sarebbero già state considerate nel percorso progettuale. «Così come per le osservazioni del comitato scientifico – aggiunge – e come ampiamente spiegato nella relazione del progettista». La posizione della società è quindi che le indicazioni contenute nel parere non rappresentino elementi inattesi tali da mettere in discussione l’impostazione dell’opera.

Bonelli: «Pronti alla Corte Ue»

Di segno opposto la lettura di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. L’esponente dell’opposizione annuncia che il suo partito è pronto a rivolgersi alla Corte di Giustizia europea e accusa il governo di voler accelerare l’iter del Ponte nonostante le questioni tecniche ancora da approfondire. «Siamo pronti a denunciare alla Corte di Giustizia europea la vicenda del ponte sullo Stretto», afferma Bonelli, secondo il quale «stanno forzando regole, procedure e valutazioni tecniche pur di andare avanti a ogni costo con un’opera da 14,5 miliardi di euro». Per il deputato di Avs, il contenuto del parere contrasterebbe con la narrazione dei giorni scorsi. «Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici smentisce clamorosamente la propaganda di Salvini e della destra, che pochi giorni fa parlavano di vittoria e di via libera», sostiene. Bonelli richiama quindi le numerose prescrizioni e raccomandazioni contenute nelle 353 pagine, indicando tra i temi più delicati «rischio sismico, geologia, fondazioni, materiali e aggiornamento delle indagini». A suo giudizio, il documento confermerebbe la necessità di intervenire su un progetto che considera non sufficientemente aggiornato. Particolare allarme viene espresso sul fronte della sicurezza sismica. «Il capitolo sismico è particolarmente grave», afferma Bonelli, citando la richiesta di nuovi approfondimenti «sulla domanda sismica, sulla sorgente del terremoto del 1908, sulle fondazioni delle torri e sul comportamento dell’opera in condizioni estreme». «Altro che progetto pronto e sicuro», attacca quindi il deputato, che torna a mettere nel mirino il governo. «Ora il Governo non può più nascondersi dietro gli slogan». E annuncia: «Se Meloni e Salvini continueranno a piegare le procedure alla propaganda, porteremo il loro operato davanti alla Corte di Giustizia europea». Infine, la critica sul costo dell’infrastruttura: «Spendere 14,5 miliardi in queste condizioni, mentre si ignorano le vere priorità del Paese, è irresponsabile», conclude Bonelli. (redazione@corrierecal.it)

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