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Ripresa economica, Ance: sbloccare i cantieri

CATANZARO C’è un’intera economia che potrebbe ripartire se i cantieri delle opere pubbliche venissero sbloccati. Una teoria – strettamente keynesiana – sostenuta con forza dall’Ance che oggi ha pre…

Pubblicato il: 29/04/2015 – 16:59
Ripresa economica, Ance: sbloccare i cantieri

CATANZARO C’è un’intera economia che potrebbe ripartire se i cantieri delle opere pubbliche venissero sbloccati. Una teoria – strettamente keynesiana – sostenuta con forza dall’Ance che oggi ha presentato a Roma davanti al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, l’elenco delle opere immediatamente cantierabili e ferme per pastoie burocratiche o mancanza di finanziamento. Un piano per far decollare cinquemila progetti da 10 miliardi che consentirebbero all’Italia di riprendere con maggiore vigore la strada dell’incremento della competitività e della ripresa economica.
E la Calabria in questo elenco presenta ben 304 cantieri che potrebbero ripartire se ci fosse la volontà politica a procedere speditamente alla realizzazione dei lavori. Si tratta di centinaia di cantieri sparpagliati sul territorio per un un importo complessivo da 1,5 miliardi. Ma che una volta avviati genererebbero ricadute positive su tutta l’economia calabrese. Partendo ovviamente prima dal settore edilizio e dall’intera filiera costituita dall’indotto.

 

I NUMERI
Passando in rassegna le opere ferme in Calabria emerge che gran parte attengono al potenziamento delle infrastrutture viarie. Una voce che da sola vale 1,2 miliardi. Seguono i lavori di manutenzione delle strade esistenti circa 80 milioni di euro, poi le opere pubbliche da realizzare all’interno delle città (66 milioni), gli interventi di mitigazione dei rischi idrogeologici (58 milioni). Rilevanti anche le opere da sbloccare per quanto attengono le reti di infrastrutturazione idrica della regione (47 milioni), quelle in tema di edilizia scolastica (45 milioni) e le infrastrutture portuali e marittime (20 milioni). Ma nell’elenco di cantieri che attendono di ripartire ci sono anche opere ferroviarie, impianti sportivi e opere di trasporto pubblico e per la mobilità sostenibile. Per quanto attiene i territori la parte da leone la recita il Reggino dove attendono di essere realizzate 130 opere. Segue la provincia di Crotone con 77 cantieri fermi per mancanza di autorizzazioni o finanziamenti. Mentre nel Cosentino i lavori non ancora avviati sono 46.

 

I PROGETTI FERMI
Tra le opere su cui l’Ance chiede al governo di riaprire i cantieri in Calabria ci sono incompiute storiche, grandi progetti, ma anche piccoli interventi all’interno delle città. Il lavoro pubblico più grande che attende risposte è la nuova costruzione e il parziale adeguamento dell’ex statale 112 che congiunge Bovalino a Bagnara. Un’opera da 420 milioni di euro che sarebbe già cantierabile, a cui si aggiungono 257 milioni dello svincolo A3 con la stessa strada e 132 milioni e 800mila euro dell’altro lotto della medesima infrastruttura. C’è anche la Pedemontana della Piana di Gioia Tauro con i suoi lotti da 60 milioni (Varapodoio-Gioia) e da 50 milioni (Sp 4 innesto Rosarno-Gioisa Jonica). Scorrendo l’elenco si trova anche un’incompiuta storica il cui progetto è esecutivo da un pezzo. L’Ance chiede venti milioni di euro per completare l’opera appaltata dalla Sorical.

 

LE VOCI DELLE IMPRESE
«Con questo piano è possibile centrare un doppio obiettivo: soddisfare le esigenze dei cittadini e al tempo stesso svolgere un immediato ruolo anticiclico». È la riflessione di Francesco Berna, presidente regionale di Ance – che ha partecipato all’iniziativa dell’associazione a Roma – sul piano. Secondo il leader regionale dei costruttori, «buona parte degli interventi segnalati sono, infatti, già in avanzato stato progettuale, quindi pronti a diventare cantieri in tempi rapidissimi, dando un impulso positivo all’economia e al lavoro. Confidiamo nella ripartenza delle opere pubbliche per rilanciare il nostro tessuto produttivo e finalmente far uscire la Calabria da una crisi di straordinaria gravità». Sulla stessa linea anche il presidente di Ance Crotone Massimo Villirillo. Mentre l’omologo di Cosenza, Giovanbattista Percicante ha sostenuto che «se in Calabria partissero questi progetti l’economia del settore darebbe segnali di ripresa significativi già nel giro di tre mesi. Con un ulteriore effetto moltiplicatore sull’indotto e ricadute positive sull’economia dell’intera regione».

 

 

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it

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