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All'Asp di Cosenza il moderno caporalato

Quando si dice che ognuno porta l’acqua al proprio mulino è proprio vero. Da giovane laureato in Giurisprudenza, che fa tanti lavori per sopravvivere e tanta fatica ad espletare bene il praticantat…

Pubblicato il: 12/05/2015 – 15:20

Quando si dice che ognuno porta l’acqua al proprio mulino è proprio vero. Da giovane laureato in Giurisprudenza, che fa tanti lavori per sopravvivere e tanta fatica ad espletare bene il praticantato, ho avuto modo di leggere sul vostro sito della vicenda della cooperativa Seatt di Rende, egemone nella gestione dei servizi esternalizzati dell’Asp Cosentina. Nelle dichiarazioni rese dall’avvocato della cooperativa mi sorprendono due cose.
La prima è la spietata critica che destina nei confronti del dirigente redattore della delibera dell’Asp di Cosenza, la n. 684 dell’1 aprile 2015, e di conseguenza del suo commissario straordinario, Gianfranco Filippelli. Quantomeno, un brutto esempio di ingratitudine esercitata da “chi” ha avuto tanto, a prescindere da tutto!
L’altra è stata la gaffe di volere attribuire all’atto deliberativo una valenza squisitamente contabile, meglio di mero impegno di spesa, relativamente al primo quadrimestre 2015. Così non è, atteso che estende per il corrente anno l’entità dell’affidamento – sanando quanto già “erogato” dalla cooperativa dall’1 gennaio 2015 – con conseguente implementazione retributiva di 1.011.380,00 di euro per 10 mesi.
Da qui, una chiara violazione delle regole e della cultura della buona amministrazione che impongono le procedure di evidenza pubblica, quelle autentiche, per l’affidamento dei lavori di servizio in outsourcing. Non solo, ne impediscono l’affidamento (figuriamoci l’accrescimento) in regime di prorogatio. Una verità consacrata in una recente pronuncia del Tar Piemonte, la sentenza 3 aprile 2015, n. 573. Un dictum attraverso il quale l’attento Giudice torinese ha deciso in merito alle proroghe dei contratti di servizi e fornitura scaduti. Con questo ha “blindato” le proroghe dei contratti di servizi e forniture, ritenendo illegittima la pratica di ricorrere alle proroghe dei contratti scaduti (trattasi di affidamento senza gara) nonché l’estensione (addirittura) di una convenzione Consip. Per intanto, all’Asp di Cosenza si fa tutt’altro, con buona pace di tutti.
Tralascio di individuare chi sono gli artefici e i beneficiari dell’operazione a tutti platealmente noti. Preferisco sottolineare l’uso distorto che si fa di alcune iniziative, frequentate da chi esercita il peggiore moderno caporalato da utilizzare nelle ricorrenti competizioni elettorali.
Sino a quando si continuerà, da una parte, a fare ciò che si vuole e, dall’altra, a sottacere le verità, il campo di gara sarà occupato da giocatori scorretti che obbligheranno quelli più bravi e ossequiosi delle regole a stare, al massimo, sulle gradinate.

 

*Laureato in Giurisprudenza all’UniCal

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