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RIMBORSOPOLI | Hotel, viaggi all'estero e champagne per tutti

LAMEZIA TERME Un consigliere regionale della Calabria che deve partecipare a un (non meglio precisato) incontro sull’infanzia dovrà pure prepararsi adeguatamente. Come? Acquistando 100 copie di un …

Pubblicato il: 26/06/2015 – 15:58
RIMBORSOPOLI | Hotel, viaggi all'estero e champagne per tutti

LAMEZIA TERME Un consigliere regionale della Calabria che deve partecipare a un (non meglio precisato) incontro sull’infanzia dovrà pure prepararsi adeguatamente. Come? Acquistando 100 copie di un libro di fiabe, ovviamente pagate con i soldi del gruppo consiliare. Un ragionamento che deve essere parso lineare a diversi ex consiglieri che hanno frequentato le accoglienti stanze di Palazzo Campanella tra il 2010 e il 2012. L’episodio, che riguarda 1000 euro di spese rimborsate a Franco Morelli, emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio nei confronti, tra gli altri, di Luigi Fedele, prima capogruppo e poi assessore regionale del Pdl durante l’era Scopelliti, finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Erga omnes”.
Prima di entrare nella giunta regionale con la delega ai Trasporti, Fedele ha gestito l’attività del gruppo del Pdl proprio nei due anni al centro dell’inchiesta: a lui i pm reggini contestano «transazioni commerciali fittizie», pagamenti per cene al ristorante di proprietà del figlio, spese «personali» per viaggi, soggiorni e molto altro che l’ex assessore, secondo l’accusa, si autorimborsava senza troppi patemi d’animo.

 

IL RISTORANTE DEL FIGLIO E IL SITO WEB DI ZAPPALÀ
Per esempio: c’è una spesa – che i pm definiscono «ingente» – di 42.700 euro in un anno e mezzo a favore del ristorante Le Macine di Diego Fedele. Il locale del figlio dell’ex assessore si trova a Sant’Eufemia d’Aspromonte, e Fedele davanti ai pm Centini e Sferlazza cerca di giustificare così quella spesa: «Perché io ogni mese… quasi ogni mese e forse più di ogni mese organizzavo sempre lì degli incontri con una serie di persone, tra l’altro davo informazione di quello che si faceva nel gruppo potevano essere sindaci, potevano essere consiglieri comunali, potevano essere anche persone legate un po’ all’attività del partito un po’ del gruppo… noi davamo informazioni, chiarimenti spiegazioni… si discuteva, venivano date anche delle indicazioni a noi su come muoversi… se c’era una legge importante oppure se c’era un problema su un argomento importante che riguardava il territorio… sì perché intanto lì era una zona… era il mio paese… chiaramente il prezzo anche del ristorante era molto limitato rispetto ad altri prezzi, avevamo tutta la saletta per noi… quindi era anche un motivo di maggiore tranquillità…».

 

LA LISTA NOZZE
Altre spese, poi, per i pm sono «così ingiustificabili da non potere nemmeno abbozzare una spiegazione». Una di queste, senza dubbio, è quella risalente al 21 novembre 2011, quando l’allora capogruppo sborsava 560 euro in un negozio di interior design-lista nozze. Ma l’elenco è tanto lungo quanto fecondo di sorprese. Fedele si sarebbe fatto rimborsare: 1500 euro per le gomme dell’auto, 235 euro per l’acquisto di una penna, 300 euro per tre cornici, 4500 euro per non meglio precisati beni per cui è stato presentato uno scontrino una dicitura riportata a penna «omaggi+rappresentanza». Quindi i 1000 euro chiesti da Morelli per 100 copie del volumetto di fiabe scritto da Grazia Fasanella ma anche, per non farsi mancare nulla, 1500 euro per l’allestimento del sito web personale di Santi Zappalà, ex consigliere regionale arrestato dalla Dda di Reggio per scambio elettorale politico-mafioso.

 

HOTEL, VIAGGI ALL’ESTERO E CHAMPAGNE PER TUTTI
Le spese di viaggio riferite a Fedele, per sé e per le due segretarie, di cui una è dipendente della Regione, non si contano. I pm citano tre fatture riguardanti alcune trasferte singolari: un soggiorno a Roma dal 22 al 23 gennaio più un noleggio bus per il meeting dei giovani a Lamezia il 26 marzo 2011, per 5100 euro; un altro viaggio, dal 23 al 25 agosto 2011, per 3500 euro; infine un altro soggiorno a Roma, dal 24 al 27 gennaio, a cui si aggiunge – per un totale di 5300 euro – il servizio hostess per la manifestazione del Pdl svoltasi a Reggio 4 febbraio 2011. Alla domanda su come avesse scelto l’agenzia viaggi, Fedele risponde che «c’è un rapporto di fiducia» e che conosceva «la signora che gestisce l’agenzia». Poi a un certo punto non si è più servito di questa agenzia «perché tra l’altro in quella agenzia è subentrato mio figlio».
Poi ci sono moltissimi soggiorni all’estero, in luoghi dove «non vi erano attività di interesse per il gruppo Pdl da svolgere (al più poteva trattarsi di missioni compiute all’estero dal capogruppo, dallo stesso autoliquidate illegittimamente a carico del gruppo)». A Lugano, per esempio, un giorno di pernottamento in hotel è costato ai contribuenti 248 euro; ci sono voluti 1.148 euro, invece, per tre giorni all’Hotel Mandarin Oriental ad Hyde Park, a Londra; al Fairmont Hotel di Montecarlo, poi, un weekend dell’ex assessore è costato 1.268 euro. E per cominciare l’anno in bellezza, a Montecarlo, il 3 gennaio 2010 l’ex assessore affrontava un impegnativo pasto all’elegante Avenue 31: in questo caso il conto pagato dai contribuenti calabresi è di 727 euro, in cui sono compresi i 190 euro spesi per pagare due bottiglie di champagne Laurent Perrier Rose.
Gli inquirenti mettono insieme una lunga serie di spese affrontate da (e rimborsate a) Fedele tra maggio e dicembre del 2010: 7.022 euro di soggiorni, 2.879 euro di viaggi, e 9.236 euro di pranzi – molti dei quali presso la Ristorazione Crucitti, locale di riferimento per coloro che lavorano a Palazzo Campanella, ma anche al Le Caprice di New York. Tutti considerati oggetto di peculato dai magistrati reggini.

 

«C’ERA UNA PRASSI…»
Ai pm Centini e Sferlazza che rilevano che in molti casi non ci sono le pezze d’appoggio, e che se si sommano tutte quelle presentate dal Pdl mancano parecchie migliaia di euro, Fedele risponde in maniera eloquente: «Molti prelevamenti rispondevano a molti pagamenti in contanti che io facevo quotidianamente e che poi a fine mese mi rimborsavo secondo un prospetto che ho allegato».
Il pm: «Ma perchè non allegava le pezze d’appoggio?». Fedele: «Ma onestamente mai in Regione Calabria è stato chiesto o fatta una eccezione sull’uso dei fondi da questo punto di vista, quindi c’era una prassi, una consuetudine, rispettando la legge che abbiamo in Consiglio regionale, però non sono mai presentate pezze d’appoggio, non sono mai documentate, dovevamo presentare solo una nota riepilogativa… nemmeno un rendiconto (…) era giusto farlo ma non c’era quest’obbligo di tenere le singole pezze giustificative del carburante, dei 50 euro… dei 100 euro… ma quanti scontrini e cose che non ho manco presentato in questi anni… manco me lo ricordo… quindi… ce ne sono di sicuro…».

 

Sergio Pelaia

s.pelaia@corrierecal.it

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