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Morì in ospedale a Cosenza, chiesta condanna per due medici

COSENZA Il pm della Procura di Cosenza, Antonio Cestone, ha chiesto la condanna per due medici dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza, accusati della morte di Pietro Ammendola. Il 38enne di Lamezia …

Pubblicato il: 06/07/2015 – 16:41
Morì in ospedale a Cosenza, chiesta condanna per due medici

COSENZA Il pm della Procura di Cosenza, Antonio Cestone, ha chiesto la condanna per due medici dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza, accusati della morte di Pietro Ammendola. Il 38enne di Lamezia è deceduto nel febbraio 2013 nel nosocomio bruzio. Nel processo sono indagati i medici dell’ “Annunziata”, Pietro Aiello (difeso dagli avvocati Franz Caruso e Angela Algieri), Piero Piro (avvocato Giuseppe Magarò), Gianfranco Reda (difeso dall’avvocato Vincenzo Belvedere), Francesca Guido (avvocato Gaetano Catera) e Francesco Salerno (avvocato Franco Locco). Il pm ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste per Guido e Salerno e il non doversi procedere per Reda perché è deceduto. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna per Piro a un anno di reclusione e per Aiello a nove mesi. Dopo la requisitoria del pm, è toccato alle parti civili iniziare la loro discussione. Gli avvocati di parte civile si sono associati alle richieste della Procura. Il pm ha inoltre chiesto la trasmissione degli atti nei confronti dei medici Francesco Intrieri, all’epoca dei fatti era il primario di Chirurgia vascolare e del collega Edoardo Scarcello. Il ragazzo ha avvertito un malore mentre era sul divano di casa perche’ avvertiva dolori alla schiena che si irradiavano per tutto il corpo, tanto da perdere i sensi. E’ stato trasportato nell’ospedale di Lamezia. Dopo alcuni accertamenti, i medici di Lamezia avevano ipotizato un ematoma retroperitoneale, disponendo il trasferimento all’ospedale di Cosenza nel cure più specifiche. Qui è stato operato e poi è morto dopo due ore dall’intervento. Secondo l’accusa, a Cosenza non si è intervenuto subito. Il processo è stato aggiornato al prossimo 21 luglio quando, dopo le arringhe della difesa, sarà emessa la sentenza.

 

Mirella Molinaro

m.molinaro@corrierecal.it 

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