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Discarica di Battaglina, i sindaci sfilano in Procura

CATANZARO Sono stati sentiti questa mattina in Procura a Catanzaro i sindaci del comprensorio di Girifalco firmatari dell’esposto-denuncia, redatto il 27 dicembre 2013, nel quale si richiedeva la r…

Pubblicato il: 15/07/2015 – 14:32
Discarica di Battaglina, i sindaci sfilano in Procura

CATANZARO Sono stati sentiti questa mattina in Procura a Catanzaro i sindaci del comprensorio di Girifalco firmatari dell’esposto-denuncia, redatto il 27 dicembre 2013, nel quale si richiedeva la riapertura delle indagini sul caso dell’isola ecologica di Battaglina. Indagini che vennero effettivamente riaperte agli inizi di gennaio 2014. I titolari del fascicolo – nel quale si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio e falso a carico di nove persone – sono i sostituti procuratori Fabiana Rapino e Paolo Petrolo che oggi hanno ascoltato Artiro Bova, ex sindaco di Amaroni, Antonio Sciumbata, sindaco di Caraffa, Francesco Scalfaro, sindaco di Cortale, Mario De Onofrio, sindaco di Girifalco, Rodolfo Iozzo sindaco di Settingiano, Natale Amantea, sindaco di Maida, Gianfranco De Vito, sindaco di Jacurso, e Pietro Putame, sindaco di San Pietro a Maida. I magistrati hanno ascoltato gli amministratori in merito all’esposto già presentato e per verificare ulteriori informazioni non contenute nella denuncia.
Nell’esposto del dicembre 2013 i sindaci – oltre a chiedere che il procedimento penale aperto nel 2010 e in seguito archiviato, venisse riaperto – segnalavano che l’intervento per l’isola ecologica era posto in area soggetta a ben cinque vincoli inibitori assoluti: idrogeologico, paesaggistico e ambientale, usi civici, vincolo assoluto conseguente a un incendio verificatosi nel 2007 e rischio sismico essendo la zona segnalata a livello 1. Tra le altre cose l’esposto segnalava che il decreto di autorizzazione integrata ambientale prescriveva che «dovrà essere mantenuta una distanza minima di mille metri dall’abitazione più vicina». Ma all’interno di questo raggio di mille metri sorgono la frazione Carruse del Comune di Girifalco e numerose abitazioni e aziende. Infine segnalò che il «Nucleo di valutazione di impatto ambientale della Regione, che, prima della conferenza dei servizi (cui di regola, per gli interessi coinvolti, dovevano partecipare anche gli enti locali limitanti) che poi assentì alla realizzazione della mega discarica, espresse parere assolutamente negativo, denunciando la pericolosità dell’opera».
Oggi sappiamo che dopo l’ultima conferenza dei servizi, circa un mese fa, è stata stabilità l’impossibilità a procedere per creare l’isola ecologica. Ma l’esposto del 2013 denunciava come «gli atti fondamentali su cui si basa la legittimazione della discarica sono: il decreto di autorizzazione della Regione Calabria n. 16278 del 8/09/2009, cui ha fatto seguito il permesso a costruire rilasciato dal comune di San Floro numero 2 del 5/07/2010 e, infine, i lavori hanno avuto nello scorso mese di luglio in virtù della deliberazione del consiglio comunale di Borgia numero 22 del 27/07/2013 con cui detta amministrazione comunale sospendeva per il periodo di 40 anni il vincolo a usi civici esistente nell’area di cui trattasi, ricadente amministrativamente nel comune di San Floro».
Parte del materiale sul quale gli inquirenti stanno indagando nasce da queste indicazioni che oggi i pm hanno cercato di approfondire.

 

a. tr.

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