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«Ostetricia, sala operatoria da sigillare»

REGGIO CALABRIA «Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta». È nel segno di Martin …

Pubblicato il: 17/07/2015 – 11:24
«Ostetricia, sala operatoria da sigillare»

REGGIO CALABRIA «Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta». È nel segno di Martin Luther King, che la federazione poteri locali della Uil, ha aperto la quinta tappa del proprio viaggio fra le criticità, gli sprechi e i disservizi degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Un’iniziativa che, tiene a ribadire il segretario del sindacato, Nuccio Azzarà, «non intende alimentare alcuna strategia della tensione, ma solo rafforzare un’azione di denuncia e proposta che del resto stiamo portando avanti da oltre dieci anni». Azione che è andata avanti in un vero e proprio crescendo rossiniano fino ad arrivare alla interruzione delle relazioni fra sindacato e vertici sanitari. E i tanti argomenti di cui si compone il quinto capitolo firmato Uil non mancheranno certo di suscitare nuove reazioni e prese di posizione da parte della direzione sanitaria. Dalla sicurezza degli archivi, al blocco operatorio, passando per le sale operatorie di oculistica e ostetricia, fino al pronto soccorso, alla privatizzazione del centro di sterilizzazione e, non ultima, alla situazione del personale infermieristico precario. Il tutto puntualmente corredato da fotografie, documenti e persino un video girato durante il recente confronto tra il commissario per la Sanità, Massimo Scura e i lavoratori precari.

 

CARDIOCHIRURGIA «Qualcuno dovrebbe spiegarci se il nuovo cardiochirurgo, Giulio Pompilio, – afferma Azzarà – ha un basso indice di mortalità perché è bravo o perché semplicemente non opera. Dall’esame del suo curriculum risulta che questo dottore sia stato responsabile del programma clinico di terapia genica e cellulare, di unità operativa di biotecnologie e che ad oggi svolga le funzioni di aiuto cardiochirurgo. La nostra attenzione sarà massima – assicura il segretario Uil – e al riguardo ribadiamo la richiesta di un consiglio provinciale aperto perché temiamo che sulla pelle dei reggini si stia giocando una partita non troppo chiara».

 

BLOCCO OPERATORIO La struttura è stata collaudata lo scorso 29 giugno come dimostra anche la delibera numero 362 del giorno seguente. Le domande che si pone l’Uil, dunque, sono «ma questo blocco operatorio era o no a norma prima? E adesso lo è diventato? Anche su questo faremo richiesta di accesso ai locali con la presenza di un perito qualificato e se riscontreremo anomalie non esiteremo a presentare un esposto alla Procura».

 

SALA OPERATORIA DI OCULISTICA Chiusa per quasi un mese dopo la denuncia dell’Uil, l’attività è adesso ripresa semplicemente, rileva il sindacato, cambiando la destinazione d’uso. «Una variazione fatta motu proprio – evidenzia Azzarà agitando le direttive firmate dal direttore sanitario Giuseppe Doldo – che ha trasformato una sala operatoria in un ambulatorio chirurgico. Peraltro anche per quest’ultimo esistono delle normative e dei protocolli rigidissimi che occorre rispettare. E poi vorremmo capire come sia stato possibile in sole due settimane in cui sono stati eseguiti dei semplici lavori di rimaneggiamento, mettere a norma una struttura destinata a interventi invasivi sull’occhio».

 

PRONTO SOCCORSO Tra sette giorni, ovvero il 24 luglio dovrebbero essere consegnato l’ennesimo, nuovo, pronto soccorso dei Riuniti, «in realtà – sottolinea Azzarà – basta dare un’occhiata al cantiere, il quinto nella storia di questo pronto soccorso, per capire che ciò non avverrà». Nel frattempo il personale infermieristico dell’unità continua a rimarcare la difficoltà nel garantire un’assistenza adeguata per carenza di mezzi, risorse umane e farmaci per una struttura che registra circa 75mila accessi all’anno e che in questi ultimi due anni ha dovuto far fronte anche ai casi legati ai numerosi sbarchi di migranti.

 

pronto soccorso

 

SEDI D’ARCHIVIO Anche l’archiviazione e il reperimento delle cartelle cliniche sembra essere affidato al caso ai Riuniti. Di recente si è provveduto ad un imponente spostamento di documenti (fondamentali per la prosecuzione delle cure o per documentazioni di natura fiscale o assicurativa), dal Morelli ai Riuniti. Già ma dove è stato conservato tutto questo materiale? «A dispetto di una normativa in materia molto severa – spiega Azzarà – sono stati usati i locali del vecchio blocco operatorio con centinaia di incartamenti disposti in prossimità della centrale termica».

 

archivio

 

SALA OPERATORIA DI OSTETRICIA Qui la denuncia dell’Uil si fa categorica: «Questa sala va chiusa e sigillata perché non può nemmeno essere riqualificata». La documentazione fotografica in effetti mostra una struttura quanto meno datata e con numerose anomalie nell’impianto elettrico e nel sistema di climatizzazione affidato ad un normalissimo condizionatore domestico. E Reggio dopo la chiusura del centro nascite di Melito Porto Salvo, ha dovuto far fronte ad un urto assistenziale enorme che ha più che raddoppiato il numero dei parti passato da circa novecento a duemila.

 

CENTRALE DI STERILIZZAZIONE «Si tratta di una struttura costata diversi milioni di euro – tuona l’Uil – vorremmo capire perché è stata fatta una gara d’appalto per la privatizzazione, tra l’altro senza alcun confronto sindacale, per un servizio così importante».

 

INFERMIERI PRECARI Presenti in gran numero alla conferenza stampa, hanno precisato che nel corso dell’ultimo incontro con Scura hanno semplicemente chiesto chiarezza e il rispetto delle regole, poichè per il loro reclutamento si attinge all’avviso per le sostituzioni, mentre per il personale medico si utilizzano graduatorie aperte precedenti al blocco delle assunzioni. «Come si evince dal filmato che ci è stato consegnato in forma anonima – spiega Azzarà – Scura dapprima fornisce ogni rassicurazione ai precari, chiedendo anche a Carpentieri seduto al suo fianco di sospendere la chiamata dei nuovi trenta infermieri, per smentire se stesso già all’indomani di quell’incontro dando seguito a quanto era stato disposto. Lo diciamo chiaramente – ha annunciato il segretario Uil – se non ci sarà il rispetto delle regole, questa estate i precari con il pieno patrocinio del nostro sindacato si fermeranno. Chiediamo a Benedetto di fare ciò che fino ad oggi non è stato in grado di fare, ovvero illustrarci un suo piano programmatico che faccia piena chiarezza su questa vicenda».

 

Luigi De Angelis

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