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Relazione Mef, la Regione chiede indietro i soldi ai giornalisti

REGGIO CALABRIA La relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha segnalato irregolarità nel conferimento degli incarichi (e nelle retribuzioni) per una grossa fetta della burocrazia…

Pubblicato il: 29/07/2015 – 15:36
Relazione Mef, la Regione chiede indietro i soldi ai giornalisti

REGGIO CALABRIA La relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha segnalato irregolarità nel conferimento degli incarichi (e nelle retribuzioni) per una grossa fetta della burocrazia regionale, inizia a produrre effetti anche sui giornalisti assunti negli ultimi anni. Il direttore generale reggente della, Luigi Bulotta, e i dirigenti di Settore, Sergio Tassone e Giuseppe Longo, hanno sottoscritto una lettera raccomandata con la quale chiedono ai giornalisti la restituzione delle somme corrisposte. La notizia è stata diffusa ieri dal segretario del sindacato giornalisti della Calabria e componente della giunta esecutiva Fnsi, Carlo Parisi. La prima lettera – secondo quanto riporta il sito giornalistitalia.it – «è stata recapitata ad una giornalista che ha lavorato nel Piano di Comunicazione del Por Calabria Fers 2007/2013: le viene chiesta la restituzione delle somme corrisposte negli anni 2009 e 2010. Una richiesta alquanto singolare, considerato che sono gli stessi dirigenti della Regione Calabria a ricordare che la Ragioneria Generale dello Stato ha “contestato l’illegittimo conferimento di incarico e l’indebita erogazione di compensi” a favore dei giornalisti. Non certo – fa notare Parisi – “illegittima assunzione di incarico” o “indebito percepimento di compensi”». Nella missiva a cui fa riferimento il segretario del sindacato si chiede che «le predette somme, facendo comunque salve le controdeduzioni regionali del Mef”, che ammontano per gli anni 2009 e 2010 a circa 30mila euro, “oltre gli interessi legali ai sensi dell’articolo 2033 del codice civile”, vanno restituiti “entro 60 giorni dal ricevimento della presente». In alternativa, si suggerisce «di concordare con il Settore economico di questo Dipartimento-Servizio Stipendi, entro il predetto termine, la restituzione in forma rateale, ovvero proporre ogni altra soluzione conciliativa». Ora, secondo Parisi, la Regione chiede ai giornalisti di pagare a seguito di una procedura voluta dalla stessa Regione: «La giornalista è stata selezionata. Da chi? Da se stessa? – è la domanda retorica del segretario del Sindacato dei giornalisti – Niente affatto. Ha vinto una regolare selezione pubblica bandita dalla Regione Calabria e, soprattutto, ha regolarmente lavorato, pertanto si è pienamente guadagnata lo stipendio (così come tutti gli altri giornalisti) che, maldestramente, adesso i tre dirigenti vorrebbero restituisse con tanto di interessi legali. Come, ad esempio, dovrebbe fare – prosegue Parisi – il giornalista dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale che, stamane, si è visto recapitare la stessa lettera con la quale gli viene chiesta la restituzione di circa 300mila euro. Giornalista, quest’ultimo, assunto sì per chiamata diretta, ma con regolare contratto di lavoro dipendente e addirittura obbligato all’uso del badge». Parisi ricorda anche che all’epoca della selezione, bandita dall’allora presidente Agazio Loiero, così come nelle selezioni successive sotto la presidenza di Giuseppe Scopelliti, «la Fnsi ha duramente contestato bandi e modalità rilevando, tra l’altro, l’assurdità di assegnare incarichi di collaborazione coordinata e continuativa “con funzioni di redattore ordinario”».
Quanto alle chiamate dirette, «il Sindacato dei giornalisti – ricorda il segretario – ha sempre sostenuto di non condividerle rivendicando, a viva voce, concorsi pubblici e trasparenti nel pieno rispetto dei diritti costituzionali garantiti ai cittadini del nostro Paese. Ciò, però, non significa che i diritti acquisiti attraverso il lavoro svolto regolarmente dai giornalisti possano essere cancellati con un colpo di spugna».
«Il lavoro c’è stato – conclude Carlo Parisi – e tanti personaggi hanno costruito le loro carriere grazie anche all’informazione ed alla comunicazione istituzionale veicolate, in lungo e in largo, dalla Regione Calabria. Troppo facile scaricare tutta la colpa degli sprechi sui giornalisti».

 

NCD: «C’È CHI OCCUPA POSTI SENZA AVERNE DIRITTO» Sulla questione interviene anche il Nuovo centrodestra: «Bisogna evitare di mettere insieme pere e mele, ma come osserva giustamente Carlo Parisi nella pubblica amministrazione si accede, a tempo indeterminato, per concorso e chi non ha i requisiti purtroppo deve andare a casa. Ha ragione Parisi quanto afferma che chi ha superato le selezioni non deve restituire niente, ma questo non può riguardare chi si trova a occupare posti senza averne diritto in una Regione in cui i giornalisti guadagnano due euro ad articolo. Chi si è dimesso dalla pubblica amministrazione – continua Ncd – come può essere inquadrato di ruolo? Chi non ha mai superato un concorso quali diritti acquisiti può reclamare? Crediamo che Bulotta sia un ottimo dirigente e crediamo piuttosto e questo non vale solo per i giornalisti ovviamente, che sia assurdo inviare richieste di restituzione soldi e mantenere la gente in servizio . È una cosa schizofrenica che non ha alcun senso».

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