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Oliverio alla tendopoli di San Ferdinando. I migranti: «Abbiamo paura»

SAN FERDINANDO Sono trascorsi sei anni dalla rivolta dei migranti scoppiata a Rosarno per le condizioni di sfruttamento nella raccolta degli agrumi. E dopo tutti questi anni la situazione a Rosarno…

Pubblicato il: 07/01/2016 – 15:47
Oliverio alla tendopoli di San Ferdinando. I migranti: «Abbiamo paura»

SAN FERDINANDO Sono trascorsi sei anni dalla rivolta dei migranti scoppiata a Rosarno per le condizioni di sfruttamento nella raccolta degli agrumi. E dopo tutti questi anni la situazione a Rosarno, e nel centro limitrofo di San Ferdinando, è sempre di emergenza, con tre migranti aggrediti nell’ultimi mesi. Tra i migranti c’è chi denuncia condizioni di sfruttamento nel lavoro per la raccolta degli agrumi, con il pagamento di 50 centesimi per ogni cassetta di arance raccolte. Allo sfruttamento salariale si aggiunge poi la disastrosa situazione igienico sanitaria dei luoghi dove vivono i braccianti stranieri. Una situazione che, con il passare del tempo, rischia di diventare esplosiva. Per fare il punto della situazione il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha visitato la tendopoli di San Ferdinando. Oliverio è stato accompagnato dal capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi. Uno dei migranti ospiti nella tendopoli ha rivolto un appello a Oliverio perché, ha detto, «abbiamo paura. Paura di andare a lavorare e tornare a dormire nelle tende perché veniamo aggrediti soprattutto quando camminiamo da soli». Nell’area industriale di San Ferdinando nelle tende della Protezione civile e nelle numerose baracche costruite ai margini vivono circa 1.100 ragazzi di colore venuti qui per trovare lavoro nella raccolta degli agrumi. Altri stazionano in alcune fabbriche abbandonate ed in casolari isolati. Presenze che, secondo una stima, superano le 2.500 unità. Oliverio si è reso conto di persona delle situazione in cui vivono i migranti. «Ho visto e parlato con gli immigrati – ha detto il presidente della Regione – ed ho visto una condizione umana inaccettabile. Mi auguro intanto che cessino le aggressioni nei confronti di questi ragazzi. Voglio ringraziare la Chiesa e il mondo del volontariato, che con la loro azione cercano di alleviare le condizioni di vita di chi vive qui. Ho già parlato con il prefetto Morcone per cercare di mettere in atto insieme al prefetto di Reggio Calabria, Sammartino, un piano di interventi, pur non essendo la Regione istituzionalmente responsabile della gestione di questa realtà, che punti a superare una dimensione di ghetto aumentando i servizi per migliorare la condizione di vita di tutti. Ovviamente – ha concluso Oliverio – bisogna lavorare per suddividere l’accoglienza distribuendola in più punti ed evitando che si creano ghetti disumani come questo».

Michele Albanese
(Ansa)

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