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Scura: il 2016 sarà l'anno del rilancio

CATANZARO Il 2016 sarà un anno di svolta per la sanità calabrese. Ne è sicuro il commissario ad acta Massimo Scura che ha incontrato negli uffici di Palazzo Alemanni a Catanzaro tutti i vertici del…

Pubblicato il: 10/01/2016 – 12:08
Scura: il 2016 sarà l'anno del rilancio

CATANZARO Il 2016 sarà un anno di svolta per la sanità calabrese. Ne è sicuro il commissario ad acta Massimo Scura che ha incontrato negli uffici di Palazzo Alemanni a Catanzaro tutti i vertici delle aziende sanitari ribadendo quanto già previsto nel decreto 130 varato il 16 dicembre dallo stesso commissario: entro il 29 febbraio tutte le Asp e le Aziende ospedaliere dovranno definire le rispettive programmazioni. Tenendo conto delle deficienze in termini di posti letto e personale finora denunciate nelle strutture sanitarie della regione.
E l’obiettivo principale resta quello di coniugare il miglioramento dei Lea – quei Livelli essenziali di assistenza ancora troppo bassi e per i quali la Calabria è finita più volte nel mirino del ministero e delle associazioni di tutela dei pazienti – e la razionalizzazione dei costi per gestire il sistema sanitario. Stando a quanto riferito ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi, il commissario punta a raggiungere il target. Soprattutto partendo da un dato, secondo Scura, positivo: il 2015 chiude con un disavanzo di circa 70 milioni, ma inferiore alla copertura garantita dalla fiscalità (90 milioni). Così dopo un anno per la sanità calabrese di lacrime e sangue – tagli nei trasferimenti, minori entrate e incremento dei costi che hanno comportato un aggravio per le casse di 100 milioni rispetto all’anno precedente – il 2016 dovrebbe essere la stagione del rilancio.
Anche se i numeri ancora sembrano non tornare. In base ai posti letto esistenti nelle strutture sanitarie, ad esempio, le Unità operative complesse (Uoc) dovrebbero essere 221 ma in realtà sono 314. Che porta a un paradosso, come denuncia la Gazzetta del Sud: abbondanza di primari in strutture dove scarseggiano gli infermieri. Come dire che a fronteggiare l’emergenze della sanità in Calabria esiste un esercito con più generali che soldati.

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