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Viaggio nell'ospedale che (quasi) non c'è più

LAMEZIA TERME Ci sono un silenzio e una quiete insoliti nei corridoi dell’ospedale di Lamezia Terme. È mercoledì pomeriggio e c’è il rientro per quegli ambulatori che non sono attivi al sabato…

Pubblicato il: 24/01/2016 – 8:36
Viaggio nell'ospedale che (quasi) non c'è più

LAMEZIA TERME Ci sono un silenzio e una quiete insoliti nei corridoi dell’ospedale di Lamezia Terme. È mercoledì pomeriggio e c’è il rientro per quegli ambulatori che non sono attivi al sabato mattina. Ma gli ambulatori sono vuoti. A dispetto delle lunghe liste d’attesa che si registrano per fare visite specialistiche e analisi strumentali, in molti ambulatori non c’è nessuno, o quasi. 
Eppure davanti allo sportello del Cup si snoda una lunga di fila di persone pronta a prenotare esami che in alcuni casi faranno attendere mesi. Gente in piedi, di tutte le età, aspetta pazientemente il proprio turno. Non possono sedersi perché ci sono pochissime sedie e, soprattutto, perché mancano il totem elimina code per prendere il numeretto e il display per lo scorrimento degli utenti. Bisogna pazientare in fila per tutto il tempo che si rende necessario, che spesso è tanto. Che altro si può fare visto che il numero verde per le prenotazioni non funziona più? Il numero è ancora presente sulla pagina dell’Asp di Catanzaro ma squilla semplicemente all’infinito.


in coda per le prenotazioni
(La gente in coda per prenotare gli esami medici)

La lunga coda si muove paziente davanti agli sportelli del Cup piazzati difronte all’ingresso principale della struttura. La porta si apre e si chiude, entra per pochi secondi il vento freddo di gennaio. E per fortuna la porta scorrevole automatica è bloccata perché altrimenti col via vai di passanti e la presenza di tutta la gente in coda sarebbe uno strazio di apri-chiudi e gelo. La porta scorrevole dovrebbe servire a far entrare i pazienti in carrozzina ma è doppiamente inutile visto che mancano le rampe di salita per arrivare fino all’ingresso. 


ingresso principale senza rampe per le carrozzine
(L’ingresso principale è privo di rampe per le carrozzine)

Tornando alle prenotazioni, il disagio della coda e dell’attesa in piedi è niente rispetto allo sconforto di chi, una volta arrivato allo sportello, si sente dire che esami come quello per l’ecodoppler sono sospesi per eccesso di prenotazioni. 
Il tutto nel vuoto e nel silenzio che qualche metro più in là regna tra i corridoi degli ambulatori. 
Che non sia un problema di organizzazione?, viene da chiedersi. 
Anche a Radiologia le attese sono lunghe e più d’uno lo segnala fuori e dentro le mura dell’ospedale. Radiologia mercoledì non ha rientro, è a disposizione dei casi provenienti dal Pronto soccorso eppure anche qui sembra che non si cerchi di ottimizzare i tempi.

radiologia inattiva
(Il reparto di Radiologia dell’ospedale di Lamezia Terme)

Tornano in mente le parole che da mesi i sindacati, e non solo, stanno ripentendo: «La gente, se può, evita questo ospedale e i suoi disservizi». La chiusura, per forza di cose, la decreteranno i pazienti che preferiranno strutture private, ospedali più organizzati o magari un tranquillo trattamento intramoenia.
Il muro di cinta dell’ospedale confina, a nord, con il campo rom di Scordovillo, una delle più grandi baraccopoli del Sud Italia. A ridosso del nosocomio c’è incuria, immondizia, cattivo odore e movimenti sospetti tra l’erba alta. Una parte del muro è nera e lercia. Qui, assicurano, di tanto in tanto scorre una fogna.

colata nera sul muro di cinta dellospedale
(Incuria al confine tra l’ospedale e il campo rom)

Ma l’inciviltà non arriva solo da Scordovillo. L’ingresso a est del “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme prevede i parcheggi per i dializzati. Su sei macchine parcheggiate solo una appartiene a un malato. Le altre sono abusive. Così come si trovano in gravissimo divieto di sosta le automobili piazzate sulla strada d’ingresso del Pronto soccorso, esattamente sul percorso riservato alle ambulanze. La gente parcheggia qui e poi usa l’entrata del Pronto soccorso come ingresso di comodo.

parcheggi sul percorso dellambulanza
(Si parcheggia sul percorso riservato alle ambulanze)

Si entra e si attraversa il corridoio riservato agli ambulatori per i codici bianchi. L’enorme parcheggio a pagamento è praticamente vuoto: nessuno vuole pagare un euro di ingresso più 50 centesimi per ogni ora di sosta. Si preferiscono soluzioni alternative e illecite, tanto, nonostante i divieti, nessun vigile passerà a fare le multe.
 Lasciamo l’ospedale che è quasi il tramonto. Dal campo rom cominciano ad alzarsi i primi fuochi. Mercoledì scorso emanavano fumo bianco, forse si bruciava legna contro il freddo. Ma spesso, quando i rom bruciano i copertoni per ricavare il rame, l’aria si impregna di un odore acre e tossico. 
Sono disagi antichi. 


senza antincendio
(Le prescrizioni per la sicurezza non sono il primo pensiero)

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale – martedì scorso –, dedicato alla sanità nel lametino si sono levati scudi bipartisan a difesa dell’ospedale e contro chiunque attenti alla sua dismissione. 
I problemi riportati in queste righe sono antichi, investono le responsabilità dei dirigenti sanitari dell’Asp e degli amministratori comunali. «Manca dal 2007– ha detto il neo direttore generale dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri un atto aziendale». «Mancano – ha detto il sindaco Paolo Mascaro – specialistiche capaci di attrarre utenti». Forse manca anche un po’ di buon senso per risolvere i problemi di tutti i giorni e migliorare quei servizi che la struttura ancora può offrire.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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