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Cosenza, scoperto un danno erariale da oltre 4 milioni

COSENZA In tre anni, dal 2011 al 2014, all’ospedale di Cosenza 150 mila prestazioni di pronto soccorso non urgenti – i codici “bianco” e “verde” – sono state svolte senza il pagament…

Pubblicato il: 08/02/2016 – 7:29
Cosenza, scoperto un danno erariale da oltre 4 milioni

COSENZA In tre anni, dal 2011 al 2014, all’ospedale di Cosenza 150 mila prestazioni di pronto soccorso non urgenti – i codici “bianco” e “verde” – sono state svolte senza il pagamento del ticket, comportando un danno erariale di 4,7 milioni di euro. Ad accertarlo sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza che hanno segnalato alla Corte dei conti quattro funzionari dell’Azienda. Secondo le indagini dei finanzieri, che hanno esaminato migliaia di prestazioni e centinaia di migliaia di documenti, solo il 4,3% dei ticket dovuti sono stati pagati. Conclusione che potrebbe essere rivalutata alla luce di eventuali controdeduzioni dell’Azienda. Complessivamente sono state esaminate oltre 370.000 prestazioni. Dalle indagini è emerso che l’iter seguito dal paziente veniva registrato manualmente il che ha comportato che numerose prestazioni non sono state poi pagate visto che numerosi pazienti, prima delle dimissioni, non hanno riconsegnato la scheda di presentazione al pronto soccorso.
Il mancato pagamento del ticket per le prestazioni non urgenti al pronto soccorso dell’ospedale di Cosenza sarebbe stato possibile per il mancato utilizzo di un programma informatico adatto, che pure era stato acquistato, e per i mancati controlli sulle prestazioni erogate. È la conclusione a cui sono giunti in finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza che hanno segnalato 4 funzionari dell’Azienda ospedaliera per un danno erarriale di 4,7 milioni. Dagli accertamenti e’ emerso che nel corso degli anni, al fine di rendicontare e contabilizzare il contributo sanitario l’Azienda si era dotata di un apposito programma informatico, che, però, veniva utilizzato solo per la registrazione anagrafica dei pazienti, senza annotare le ulteriori notizie o i dati utili quali prestazioni ricevute, diagnosi ed altro. L’iter seguito dal paziente in codice “bianco” o “verde” veniva invece registrato manualmente come emerso dalla ricostruzione fatta dai finanzieri di tutti gli accessi al pronto soccorso effettuata documento per documento. Una ricostruzione resa ancora più difficile dal fatto che numerosi pazienti, prima delle dimissioni, non hanno riconsegnato la scheda di presentazione al pronto soccorso contenente i dati relativi alla prestazione erogata. Per ogni accesso in pronto soccorso classificato con il codice “bianco” o “verde” è dovuta una quota fissa di 25 euro quando l’attività sia limitata alla valutazione clinica ed agli accertamenti, elevata fino ad un massimo di 45 euro in caso di prestazione specialistica.

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