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Confapi Calabria: necessaria una zona franca doganale

Lo sviluppo della regione Calabria passa anche dall’avvio di una nuova strategia delle politiche portuali. Ne sono convinti Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria e Alfredo Letto, preside…

Pubblicato il: 06/03/2016 – 10:57
Confapi Calabria: necessaria una zona franca doganale

Lo sviluppo della regione Calabria passa anche dall’avvio di una nuova strategia delle politiche portuali. Ne sono convinti Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria e Alfredo Letto, presidente della filiera trasporti dell’associazione datoriale calabrese che, in un recente incontro, hanno avuto modo di confrontarsi con il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli. «È stata una riunione dal clima propositivo – ha spiegato il presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli – ma anche un confronto franco sulle problematiche esistenti. Sul tappeto l’organizzazione e lo snellimento delle procedure, dei servizi e degli operatori che operano all’interno delle aree portuali, ma anche l’opportunità di attivare, sulla stregua di altre importanti realtà del sud Italia, specifiche zone denominate Depositi doganali” come prevede la disciplina comunitaria, per poter esercitare la Zona Franca – secondo le disposizioni recate dal Regolamento Cee del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce un codice doganale comunitario – per l’esercizio di un deposito pubblico di tipo B».
“La costituzione di un deposito doganale, secondo le modalità del regime del deposito doganale attiva già al Porto di Taranto, potrebbe portare innumerevoli benefici – ha commentato il Presidente della filiera Trasporti di Confapi Calabria Alfredo Leto. Un provvedimento che mira ad incrementare lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale, incentivare il transito, la spedizione delle merci, le vendite e gli scambi commerciali, ma anche favorire l’insediamento e la localizzazione di nuove imprese che creino occupazione e incentivino lo sviluppo economico».
«In pratica – continua Leto – ciò significa l’esenzione delle imposte doganali e dell’Iva per le merci extracomunitarie (finché resteranno all’interno della zona franca Doganale). La zona franca sarà così la porta delle merci che saranno inoltrate verso l’Unione europea. Ma nell’area potranno insediarsi anche imprese manifatturiere, che avranno benefici fiscali. Lo scopo della zona franca è attrarre traffici merci nello scalo, ma anche aziende produttive».
All’interno della zona franca possono essere realizzate attività quali: stoccaggio, manipolazioni usuali, trasformazione sotto controllo doganale, perfezionamento attivo, commercializzazione di merci terze. Le merci immesse nella zona franca potranno appartenere a ogni categoria merceologica ricompresa nella Nomenclatura Combinata. Con l’incremento e lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale, incentivando il transito e la spedizione delle merci, nonché le vendite e gli scambi commerciali con il resto del mondo promuovendo l’insediamento e la permanente localizzazione di nuove imprese che creino occupazione e incentivino lo sviluppo economico incoraggiando i consumi, ottimizzando le condizioni di vita della popolazione.
Per il presidente di Confapi Calabria Francesco Napoli «l’istituzione del deposito doganale – proposta discussa con il commissario Agostinelli – sarà la prossima sfida della Confapi. Per questo assicuriamo sin da subito al commissario Agostinelli tutta la collaborazione e il concreto sostegno della nostra associazione».

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