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L'otto marzo niente mimose

L’otto marzo non mimose, ma riflessioni e prese di posizione, per dire basta alla violenza contro le donne e opporsi a questa deriva che sta risucchiando molte vite. Invito quindi, tutte le donne c…

Pubblicato il: 07/03/2016 – 10:28

L’otto marzo non mimose, ma riflessioni e prese di posizione, per dire basta alla violenza contro le donne e opporsi a questa deriva che sta risucchiando molte vite. Invito quindi, tutte le donne calabresi, di ogni età, a vivere questo 8 marzo come giornata dedicata alle tante, troppe, vittime della furia maschile. «Purtroppo c’è poco da festeggiare, anche alla luce dei recenti femminicidi che hanno insanguinato la nostra Italia e anche la nostra Calabria. L’anno appena iniziato, ha visto morire una donna ogni tre giorni, ammazzata dal compagno, dall’ex marito». Per smuovere le coscienze, avrei ritenuto efficace da parte di tutti i dirigenti scolastici, promuovere per l’8 marzo una campagna di sensibilizzazione affidata agli insegnanti su questa emergenza sociale, sollecitandoli a far introdurre, nelle lezioni di domani, dei percorsi che attivino negli studenti e nelle studentesse il desiderio di occuparsi del problema. Le statistiche ci dicono, che l’80 per cento della violenza sulle donne si consuma fra le mura domestiche per mano degli uomini della loro vita. Quelli che ne tengono in scacco la vita, le scelte, la libertà, e il trend è in crescita. È un primato raccapricciante, che deve far riflettere sulla propagazione a macchia d’olio di quella che è diventata una vera e propria piaga umanitaria. Purtroppo, come sostrato culturale c’è il pensare che la donna quale oggetto di proprietà, privandola violentemente di uno spazio decisionale, individuale e attivo. Il femminicidio non è il frutto di un’azione improvvisa e imprevedibile, bensì l’epilogo di un crescendo di violenza a senso unico. Ed infine, invito il presidente della Regione Calabria, a promuovere attraverso il sito istituzionale, una campagna per dire stop ai femminicidi e alla violenza di genere, che potrà essere sottoscritta dai cittadini e dalle cittadine calabresi.
È una questione di civiltà e di progresso: non bastano le quote rosa, non bastano i discorsi sulla parità di genere, serve un cambiamento culturale che deve coinvolgere le scuole e le istituzioni.

*Responsabile Diparimento diritti umani e libertà civili di Forza Italia in Calabria

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