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«Perché il Pd critica Scura ma risparmia Renzi?»

LAMEZIA TERME Anche l’ex sindaco Gianni Speranza sarà in piazza, sabato a Lamezia, per manifestare in difesa dell’ospedale cittadino. La sua analisi della situazione, però, è quella di chi ha ammin…

Pubblicato il: 18/03/2016 – 14:35
«Perché il Pd critica Scura ma risparmia Renzi?»

LAMEZIA TERME Anche l’ex sindaco Gianni Speranza sarà in piazza, sabato a Lamezia, per manifestare in difesa dell’ospedale cittadino. La sua analisi della situazione, però, è quella di chi ha amministrato per un decennio, vedendo i segni tangibili del peggioramento della sanità sul territorio.
«Il diluvio di polemiche tra il commissario governativo alla sanità Scura, il suo vice Urbani, la Regione e tutto il mondo politico senza distinzioni – dice l’ex sindaco –, nasconde il vero nodo del problema: le scelte del governo nazionale nei confronti della sanità calabrese, che il commissario e suo vice eseguono anche in maniera ottusa. In una parola, il nodo della questione sono le scelte governo Renzi e di esponenti politici importanti e che hanno potere, nei confronti della Calabria».
Speranza condivide «nel merito molte delle prese di posizione, anche forti, assunte in queste settimane nei confronti dell’operato del commissario Scura. Sottoscrivo l’assoluta inadeguatezza di una gestione ragionieristica in un settore delicato come quello della sanità, che tocca da vicino la vita e la salute di due milioni di cittadini calabresi; così come è inaccettabile che il commissario assuma delle decisioni riguardo alla riorganizzazione della sanità calabrese senza alcuna interlocuzione con chi è stato eletto dai cittadini».
L’ex sindaco, però, pone una questione politica dirimente. E la gira al Partito democratico, colpevole di una recente, enorme, omissione: «Come è possibile che in occasione della visita in Calabria del presidente Renzi non si sia pronunciata una parola sulla sanità calabrese? È stata bandita dal vocabolario dell’incontro la parola sanità. Com’è possibile che quegli stessi esponenti del Partito democratico, del centro e del centrodestra – che sparano a zero contro il commissario Scura – hanno fatto da codazzo plaudente non solo al presidente Renzi ma a Lotti, a Guerini e compagnia, proprio a quelli che hanno dato le direttive al commissario per smantellare la sanità pubblica calabrese e mantenere intatto il sistema di potere e di interessi privati che da tempo vive sulla sanità?».
Il paradosso segnalato da Speranza è la politica che da avamposto della ribellione contro i tecnici si trasforma in codazzo dei leader nazionali del Pd. Si contesta Scura con toni da sindacalista imbufalito, poi si posa per un selfie sorridente con il premier di cui Scura è l’espressione in Calabria: «È davvero una situazione anomala – scrive Speranza –. Di fronte al Presidente del Consiglio ed ai suoi collaboratori nessun esponente del governo regionale e della politica calabrese pone la questione. È reato di lesa maestà, è anatema pronunciare di fronte a esponenti del governo nazionale la parola “sanità”? Nella scorsa settimana c’è stata più di un’occasione di presenza di esponenti del governo. Ma si sono preferite le parate alla discussione sui problemi veri dei calabresi, le incensazioni al confronto politico schietto con i rappresentanti dell’esecutivo nazionale. Un silenzio imbarazzante e inaccettabile della politica regionale di fronte al governo, ancora più paradossale se pensiamo che si tratta degli stessi esponenti che creano comitati per difendere gli ospedali e si scagliano contro la burocrazia commissariale accusandola di voler affossare la nostra Regione».
Così non va, per l’esponente di Sinistra italiana che aveva confidato nelle possibilità riformatrici dell’azione di Mario Oliverio alla Regione prima di prenderne le distanze: «Parliamo ai cittadini il linguaggio della verità. Sono gli stessi esponenti del governo Renzi a dire che il commissario Scura opera sulla base degli indirizzi del ministero e dell’esecutivo. È evidente che c’è un nodo della questione che nessuno vuole affrontare. È questo il vero punto politico che tutti, tanto il Partito democratico quanto il centrodestra, rinunciano ad affrontare trincerandosi dietro slogan e atteggiamenti da ultrà della sanità calabrese».
«Altro che burocrazia – dice –. Ad affossare la nostra regione, sono come sempre le logiche del trasversalismo, del “partito unico” che in Calabria si perpetua e si ripropone». E il suo ragionamento si allarga agli alleati nazionali (e locali?) del Pd: «Spiega molte cose la nomina da parte del ministro della Salute Lorenzin del figlio del sottosegretario Gentile nel cda dell’Istituto Nazionale Tumori a Milano. Il “partito della nazione” in salsa calabrese continua ad agire indisturbato, totalmente indifferente rispetto a un’operazione che mostra il prevalere dei giochi di potere. Anche su quest’ultima vicenda, registriamo nella politica calabrese un silenzio assordante. A porre la questione in parlamento non è stato nessun eletto in Calabria ma il capogruppo di Sinistra italiana Arturo Scotto che ha interrogato il governo. La ministra Lorenzin ha disertato. Il governo ha risposto in maniera indecente. Insomma la verità è chiara: gli stessi esponenti che comandavano con Scopelliti comandano ancora oggi nella sanità calabrese».

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