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«La Calabria riparta da Lamezia»

LAMEZIA TERME Lamezia ha voluto lanciare un forte appello al governo regionale: fare della città un volano di sviluppo per l’intera regione. E i fondi Por 2014/2020 ne possono rappresentare la svol…

Pubblicato il: 19/03/2016 – 10:28
«La Calabria riparta da Lamezia»

LAMEZIA TERME Lamezia ha voluto lanciare un forte appello al governo regionale: fare della città un volano di sviluppo per l’intera regione. E i fondi Por 2014/2020 ne possono rappresentare la svolta. Tema caldo dell’evento, organizzato per discutere su quale sia il futuro della città lametina, è stato soprattutto la sanità, alla vigilia anche della manifestazione cittadina contro il provvedimento del commissario ad acta. «Siamo contrari alle scelte di Scura e chiediamo una sospensione del decreto». Queste le parole del governatore Mario Oliverio che hanno suscitato l’applauso del Teatro Umberto, gremito di numerosi lametini e non solo.
Dopo l’incontro nel pomeriggio di ieri con i manager della sanità calabrese, il presidente della Regione ha voluto ribadire la necessità di un riscontro con i commissari perché «non bisogna tacere di fronte alle scelte del governo, anche se si hanno gli stessi colori politici. C’è l’urgenza di un confronto, perché ogni Regione ha il diritto di costituire un proprio sistema sanitario».
Sulla stessa linea anche Antonio Scalzo, secondo il quale occorre portare la questione sanità in consiglio regionale e «ridare a Lamezia, anche in questo settore, la sua centralità all’interno di un vasto comprensorio». Posizione, quella confermata da Oliverio, che però non ha convinto e non ha fermato la protesta davanti al teatro, guidata dal consigliere comunale lametino Mimmo Gianturco.
Sanità ma non solo nel futuro della terza città calabrese. Creazione di un distretto agroalimentare, incremento del turismo, valorizzazione dei prodotti locali – olio e vino su tutti – e portare a livelli competitivi aree come quella industriale e l’ex Sir. E ancora, il rilancio dell’aeroporto e la riqualificazione dell’area termale di Caronte con la creazione di vera e propria area di benessere. Sono state queste alcune delle principali proposte avanzate dall’avvocato Gennarino Masi, in un’intensa relazione illustrativa sulle prospettive della città, chiedendo alla politica regionale di «supportare le piccole realtà locali».
A integrare le proposte rivolte non solo ad Oliverio e a Scalzo ma anche alla senatrice Doris Lo Moro presente al convegno, gli interventi di alcuni tecnici di varie aree: ricerca, sanità, agricoltura e infrastrutture.
Oliverio, dopo aver ascoltato le relazioni e aver accolto le proposte e le idee avanzate, è partito da un dato chiaro e oggettivo: «Siano nel cuore della Calabria e su un territorio cerniera per tutto il suo comprensorio, un’area centrale anche per le sue potenzialità e le sue vocazioni». Infrastrutture e agroalimentare il fulcro per poter ripartire secondo il governatore. «È opportuno far sì che tutta la regione sia collegata con l’aeroporto internazionale, perché questo significherebbe incrementare il turismo – ha continuato –. Bisogna creare un’industria moderna e tecnologica che possa diventare un laboratorio di crescita per i giovani ricercatori calabresi e non solo». Tra i progetti illustrati dal presidente la possibilità di creare a Lamezia un porto turistico, che possa usufruire dell’aeroporto per intensificare i collegamenti con le isole e la realizzazione di una rete di servizi sociali qualificata, sull’esempio di alcuni modelli già presenti nelle altre regioni, che permetta di contrastare la povertà e per aiutare in particolar modo i giovani.
Non si è dimenticato inoltre di citare le grandi questioni irrisolte del territorio, una su tutte quella della fondazione Terina. «Un problema la cui risoluzione può rappresentare il rilancio dell’intera area industriale», ha precisato Scalzo. Anche Oliverio non ha tralasciato le grandi incompiute calabresi e in particolare l’importanza di «ricucire il collegamento tra Lamezia e il versante ionico».
Ma più in generale ha voluto sottolineare come, ora più che mai, bisogna concentrarsi sul recupero dei ritardi che si sono accumulati negli anni e ciò sarà possibile soltanto con «un uso consapevole e trasparente delle risorse che abbiamo e che avremo a disposizione che permetteranno alla regione di indirizzarsi verso un cambiamento complessivo».

Adelia Pantano
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