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Sanità, l'M5S a Oliverio: «Passi ai fatti»

VIBO VALENTIA «È singolare che il governatore Oliverio affermi di non voler cacciare i commissari Scura e Urbani e il segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, dica di volerli mandare a casa. N…

Pubblicato il: 19/03/2016 – 17:19
Sanità, l'M5S a Oliverio: «Passi ai fatti»

VIBO VALENTIA «È singolare che il governatore Oliverio affermi di non voler cacciare i commissari Scura e Urbani e il segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, dica di volerli mandare a casa. Nel Partito democratico ci sono i verdini e i verdoni, gli impresentabili e i comici». È quanto dichiarano i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela a margine dell’iniziativa pubblica “La legalità nella sanità della Calabria” tenutasi a Vibo Valentia. Dopo la recente uscita di Oliverio sulla disponibilità ad ascoltare i consigli dei 5 stelle, i due parlamentari replicano: «Confermiamo la nostra intenzione di cacciare Scura e Urbani, per il bene dei calabresi. Anche noi non abbiamo nulla di personale nei confronti dei due delegati del governo. Ribadiamo soltanto che la loro nomina è manifestamente illegittima e che il piano di rientro è del tutto infondato. Riteniamo una grande perdita di tempo le chiacchiere e i teatrini e suggeriamo la via dei fatti». «Il Pd calabrese – aggiungono i due parlamentari 5 stelle – abbia il coraggio di battere i pugni, ricordando a Renzi che per legge la sanità calabrese doveva tornare nelle mani della Regione già dal 1 gennaio 2013 e che dal 1999 la Calabria ha avuto un miliardo e settecento milioni in meno per curare i 287 mila malati cronici in più rispetto alle altre regioni». «Invitiamo Oliverio – concludono Nesci e Parentela – ad essere conseguente con i suoi propositi e a non perdere altro tempo. Come il governatore sa bene, noi siamo già stati propositivi e costruttivi. Non c’è più alcuna ragione per tenere Scura e Urbani, se si vogliono riorganizzare i servizi sanitari con criterio e per il bene dei calabresi. L’unico motivo per cui i due rimangono al loro posto è l’imminenza delle amministrative. Il diritto alla salute non può essere subordinato ai calcoli di partito».

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