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«Allucinante la posizione del Pd sul referendum»

LAMEZIA TERME È una sinistra «nuova» che si propone di essere «una forza popolare e di governo» quella che hanno in mente i vertici di Sinistra Italiana. E la campagna per il “Sì” al referendum del…

Pubblicato il: 21/03/2016 – 12:43
«Allucinante la posizione del Pd sul referendum»

LAMEZIA TERME È una sinistra «nuova» che si propone di essere «una forza popolare e di governo» quella che hanno in mente i vertici di Sinistra Italiana. E la campagna per il “Sì” al referendum del 17 aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare rappresenta il primo banco di prova per il nuovo soggetto politico che si propone di riunire tutte le forze a sinistra del Pd. Lo ha detto a chiare lettere il deputato Alfredo D’Attorre, arrivato a Lamezia Terme assieme a Marco Furfaro (entrambi sono componenti del comitato esecutivo nazionale di SI) per tracciare il percorso del suo partito in vista dell’appuntamento referendario. «In Calabria – ha esordito D’Attorre – non c’è nemmeno bisogno di spiegare quale sia l’importanza di difendere la risorsa mare. Noi saremo impegnati pancia a terra sul referendum perché innanzitutto bisogna incoraggiare i cittadini a pronunciarsi su temi così importanti per la vita quotidiana di tutti. Trovo invece allucinante – ha aggiunto – l’invito del Pd all’astensione. Ora Oliverio dovrà scegliere da che parte stare, se difendere la dignità della Calabria o sottostare ai giochi mediocri di chi dà le carte a Roma. Mentre Renzi viene qui ogni 3-4 mesi a fare passerelle per poi non mantenere gli impegni presi, a Cosenza e alla Regione si sta concretizzando sempre di più il Partito della Nazione. E noi siamo alternativi a tutto ciò». Alle considerazioni politiche di D’Attorre sono seguite le riflessioni, più di natura tecnica, di Furfaro. «È paradossale – ha detto – che Renzi definisca inutile un referendum richiesto da 10 consigli regionali di cui 7 sono a maggioranza Pd. A dispetto dei tentativi di boicotaggio, bisogna far sapere ai cittadini che se vince il “No” l’Italia rischierà di essere oggetto di una procedura di infrazione da parte dell’Ue. Questo settore, poi, è caratterizzato da un’alta intensità di capitali ma offre pochissimi posti di lavoro. Le energie rinnovabili creano moltissimi posti di lavoro in più. Senza dimenticare che petrolio o gas estratti non appartengono allo Stato ma alle compagnie, che pagano royalties bassissime all’Italia». Sulla stessa linea sia Mario Melfi, già segretario regionale di Sel – che ha evidenziato come con lo “Sblocca Italia” «sia stata tolta alle Regioni la possibilità di esprimersi sull’impatto ambientale delle trivellazioni» –, che Luigi Bernardo, giovane ex Pd che ha spiegato come dal 2011 ad oggi siano «drasticamente ridotte le risorse destinate a energie rinnovabili e sviluppo sostenibile, che invece avrebbero potuto generare molti posti di lavoro». Infine, per bocca di Furfaro, l’appello condiviso da tutti i presenti all’incontro – tra gli altri c’erano l’ex sindaco di Lamezia Gianni Speranza, l’ex assessore regionale Damiano Guagliardi, il sindaco di Fabrizia (già componente del direttivo regionale di Sel) Antonio Minniti, il coordinatore dei Comitati “Futuro a Sinistra-Sinistra Italiana” Leo Autelitano – e rivolto al governatore Mario Oliverio: «Oggi non si può essere ignavi: dia seguito alle dichiarazioni di Sebi Romeo (capogruppo del Pd in consiglio regionale) e schieri la Regione in questa battaglia per difendere il nostro mare».

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it

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