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«Le 'ndrine sono in tutta Italia, ma la risposta della magistratura è efficace»

VIBO VALENTIA «Ormai il fenomeno ‘ndranghetistico è diffuso in tutta la Penisola, come ci dicono le varie indagini, ma la risposta della magistratura si è rivelata efficace». A dirlo è stato il sos…

Pubblicato il: 02/04/2016 – 13:13
«Le 'ndrine sono in tutta Italia, ma la risposta della magistratura è efficace»

VIBO VALENTIA «Ormai il fenomeno ‘ndranghetistico è diffuso in tutta la Penisola, come ci dicono le varie indagini, ma la risposta della magistratura si è rivelata efficace». A dirlo è stato il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Sandro Dolce, intervenendo a Vibo Valentia ad un convegno su “Crimine organizzato, sicurezza e controllo del territorio”. «La ‘ndrangheta – ha proseguito – è ancora molto forte ma il contrasto giudiziario e delle forze dell’ordine è altrettanto forte. Si è fatto tanto perché a Reggio Calabria vi è una Procura che lavora molto con le misure di prevenzione disponendo sequestri di beni alla criminalità che tende ad arricchirsi investendo somme ingenti nel traffico di sostanze stupefacenti ed essendo di fatto monopolista nel settore contrattando da pari con le organizzazioni del Sudamerica ma anche di altre nazioni. Una riflessione amara è che il porto di Gioia Tauro, che nasce come volano di sviluppo di un’intera regione, oggi è uno snodo importante per l’economia illecita e le indagini degli ultimi anni non hanno fatto altro che confermare questa situazione. Nello scalo è in atto da sempre una spartizione tra le famiglie mafiose della Piana di Gioia, in prevalenza, ma anche del Vibonese». Dolce ha parlato anche degli interessi delle cosche sui lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. «L’attività investigativa delle procure di Reggio Calabria e Catanzaro – ha detto – ha messo in luce da tempo il business forte delle cosche sulla A3, spesso imponendo alle grosse ditte i subappalti. Se il governo riuscirà a mantenere le azioni di repressione e prevenzione messe in atto fino ad oggi per contrastare il malaffare credo possa recuperare quella credibilità agli occhi del cittadino che evidentemente in passato è venuta meno. Se ciò avviene, sarò la stessa società civile a fare autonomamente quei passi necessari all’affermazione della legalità denunciando situazioni illecite».

FERRI: IL GOVERNO HA FATTO MOLTO «Questo governo sta lavorando molto contro la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata», ha invece affermato il viceministro alla Giustizia Cosimo Maria Ferri. «Ha introdotto il reato di autoriciclaggio – ha aggiunto – ha cambiato la struttura del voto di scambio tra mafia e politica che in passato non veniva quasi mai contestato ed oggi, invece, è efficace. Tra l’altro è stata arretrata la punibilità della condotta. Poi ha innalzato le pene per il reato di associazione mafiosa, ha fatto la riforma dei reati ambientali, è intervenuto sui reati di corruzione e concussione estendendone la punibilità e costretto chi ruba a restituire le tangenti altrimenti non potrà né patteggiare né avere la pena sospesa. Questi sono i fatti di questo governo e quindi dello Stato». Ferri ha poi evidenziato che il «governo è tornato indietro rispetto alle decisioni del governo Monti di chiudere le Prefetture che invece rimangono sul territorio come presidi di legalità e a questo uniamo l’intenzione di investire mezzi e risorse, anche umane, nella magistratura e nelle forze dell’ordine». «Bisogna lavorare – ha concluso il vice ministro – per creare una rete con la società civile. La risposta della magistratura e delle forze dell’ordine c’è già ma bisogna far capire alla gente che lo Stato è presente, che c’è questo riscatto e le istituzioni devono dare l’esempio. Basta quindi appalti truccati, basta infiltrazioni mafiose negli enti pubblici, basta, insomma, con la presenza di sistemi paralleli che non sono quelli della legalità».

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