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Una città abusiva nelle campagne di Vibo – I NOMI

VIBO VALENTIA Militari del comando provinciale della guardia di finanza di Vibo Valentia, su delega della locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo, dalle prime ore del mattino, il sequestr…

Pubblicato il: 12/04/2016 – 6:17
Una città abusiva nelle campagne di Vibo – I NOMI

VIBO VALENTIA Militari del comando provinciale della guardia di finanza di Vibo Valentia, su delega della locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo, dalle prime ore del mattino, il sequestro di numerose unità immobiliari nel quartiere “Buffetta” del capoluogo di provincia. Il sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale, Lucia Monaco, a seguito di indagini che hanno evidenziato la realizzazione, in una zona peraltro ritenuta a rischio idrogeologico, di diverse costruzioni in violazione della normativa urbanistica. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, nei confronti dei tredici indagati nella vicenda, vanno dalla lottizzazione abusiva a scopo edificatorio, alla realizzazione di costruzioni in totale assenza e/o in difformità dalla concessione edilizia e all’omessa denuncia di lavori.

UNA CITTÀ ABUSIVA L’inchiesta sulla cittadella abusiva di Vibo Valentia è iniziata sei anni fa, dopo una comunicazione della Guardia di finanza. Sono i successivi approfondimenti ad aver dato il via, però, ai sequestri disposti martedì. Gli investigatori hanno scoperto, in località Buffetta, «un articolato insediamento urbano costituito da numerose ville residenziali con annesse opere pertinenziali, alcune delle quali ancora in fase di completamento e gran parte già abitate». Una enclave di costruzioni a uno o due piani (più un piano seminterrato). Alcune di queste villette erano state «realizzate del tutto abusivamente e in alcuni casi poi condonate, altre (erano state, ndr) formalmente assentite con permessi rilasciati per l’esercizio di attività di tipo agricolo». Eppure «la gran parte degli immobili costruiti non sono in alcun modo collegati funzionalmente allo svolgimento di attività agricole». Si tratta di edilizia residenziale che «ha fatto registrare un notevole impatto sul carico urbanistico già esistente, posto che l’area di interesse risulta ancor oggi del tutto priva delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, in particolare, di una rete pubblica di fognature e di un sistema di raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche». Niente raccolta delle acque nere né delle acque bianche. Quelle costruzioni hanno trasformato la campagna (quasi) in città, senza tenere conto «della vulnerabilità e della sostenibilità geologica dell’intera area». Il territorio è stato occupato in barba al pericolo di frane. Lo spiegano due consulenze tecniche e lo dimostra la foto che vi mostriamo a corredo dell’articolo, che mostra un muro di sostegno di grandi proporzioni lesionato da un movimento franoso in atto nell’area.

GLI INDAGATI Sono tredici gli indagati nel provvedimento emesso dal Tribunale di Vibo Valentia. Questi i nomi: Rosario Russo, 55 anni; Gabriele Corrado, 59 anni; Domenico Crudo, 82; Antonio Fusca, 42; Domenico Fusca, 53; Elio Fusca, 43; Vittoria Fusca, 51; Pietro Macrì, 52; Leonardo Fusca, 50; Francesco Ramondino, 66; Salvatore Ramondino, 60; Raffaele Russo, 82;  Antonietta Soriano, 65.

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