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Il maresciallo "cancella" la multa del boss

REGGIO CALABRIA Al figlio del boss piaceva andare in acquascooter. Domava le onde a tutto gas, ma senza il casco protettivo in testa. Un vezzo libertario che gli sarebbe dovuto costare una multa ri…

Pubblicato il: 04/05/2016 – 10:17
Il maresciallo "cancella" la multa del boss

REGGIO CALABRIA Al figlio del boss piaceva andare in acquascooter. Domava le onde a tutto gas, ma senza il casco protettivo in testa. Un vezzo libertario che gli sarebbe dovuto costare una multa risibile: solo 172 euro. Quella piccola sanzione, però, è scomparsa dagli archivi della Capitaneria di porto. Secondo gli inquirenti, sarebbe sparita in seguito alle pressioni del giovane con la passione dell’acquascooter e del padre, che avrebbero potuto anche contare sulla sollecitudine di un sottufficiale della Guardia costiera. Quest’ultimo si sarebbe attivato per far scomparire la multa.
Questa mattina la squadra mobile e la Capitaneria di porto di Reggio hanno arrestato tre persone con l’accusa di falsità in atto pubblico per soppressione. Si tratta di Francesco Chilà, Roberto Franco e il figlio Francesco.
Chilà, ora agli arresti domiciliari, nell’esercizio delle sue funzioni di maresciallo della Capitaneria, avrebbe favorito i due Franco. Insieme sarebbero riusciti a sottrarre e distruggere gli atti dell’infrazione comminata al 24enne, che il 6 luglio del 2014 navigava nella rada di Scilla senza il casco. Franco senior è stato raggiunto dalla misura cautelare in carcere, in quanto arrestato lo scorso 15 marzo per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Sistema Reggio”. Il figlio Francesco oggi è invece finito agli arresti domiciliari.
Gli arresti sono arrivati al termine di un’indagine “incidentale”. Tutto nasce in seguito alle intercettazioni disposte dalla Dda di Reggio sul telefono di Franco senior. L’8 luglio 2014, due giorni dopo l’elevazione della multa, gli investigatori intercettano una conversazione tra i due Franco. Il padre chiede: «Come si chiama quello che ti ha fermato della Capitaneria?». Il figlio scorre il verbale e poi domanda al genitore: «Ma c’è quello là… il comandante?”. Una volta ricevuta la conferma, spiega al padre: «E digli che voglio parlare io però!… domani». Nessun problema, dice Franco: «Sì, poi parli tu con lui». Prima di chiudere la conversazione, il padre ripete alla persona a lui vicina l’intenzione del figlio, riportando le sue parole con tono ironico, dal momento che lui stesso si era già personalmente attivato per “annullare” il verbale. Gli investigatori non hanno dubbi: il «comandante» è il maresciallo Chilà.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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