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Reggio guida la riscossa del centrodestra

REGGIO CALABRIA Il centrodestra prova a ricompattarsi e a mostrare nuovamente i muscoli. La sfida a un centrosinistra definito «arrogante e referenziale» è partita da Reggio, che già nelle sco…

Pubblicato il: 13/05/2016 – 20:33
Reggio guida la riscossa del centrodestra

REGGIO CALABRIA Il centrodestra prova a ricompattarsi e a mostrare nuovamente i muscoli. La sfida a un centrosinistra definito «arrogante e referenziale» è partita da Reggio, che già nelle scorse settimane aveva ospitato le prime prove di reunion di uno schieramento alla ricerca di leadership e compattezza. Nell’auditorium Calipari di palazzo Campanella, chiamata a raccolta per i rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione Nazionale, Fiamma Tricolore, Noi con Salvini e Idea Calabria. In platea, cittadini, militanti e amministratori animati dalla volontà di aprire un nuovo corso e riproporsi come alternativa credibile all’attuale maggioranza in Regione. Al tavolo, a sostenere la sfida, sulla base di valori e progetti condivisi, il senatore del gruppo Gal Antonio Caridi, il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa in rappresentanza del movimento “Idea Calabria”, il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Alessandro Nicolò, il capogruppo della Casa delle libertà a Palazzo Campanella Francesco Cannizzaro, il consigliere comunale Massimo Ripepi, l’esponente di Azione Nazionale Franco Germanò, il referente per Reggio del movimento ‘Noi con Salvini’ Nuccio Recupero, ed il rappresentante del mondo associazionistico riconducibile alla destra, Carlo Castellani
Una serata di festa macchiata da un “incidente diplomatico” con l’ex deputato azzurro Nino Foti, escluso dal tavolo della presidenza e andato via in segno di dissenso assieme ai suoi sostenitori che avevano inizialmente aderito alla manifestazione. Una dimenticanza o una scelta politica? Cannizzaro ridimensiona l’episodio bollandolo come una «non notizia».

OBIETTIVO RILANCIO È proprio Cannizzaro a provare a riscaldare gli animi: «Il 13 maggio 2016 segna l’inizio di una nuova era per il centrodestra reggino. Vogliamo essere protagonisti di un grande progetto politico sul territorio perché sentiamo la necessità di ritrovarci per costruire un grande laboratorio di idee e prospettive di sviluppo. Noi avremo un leader che sarà il popolo, il centro di ogni nostra azione». «Abbiamo voluto avviare una campagna di sensibilizzazione – ha spiegato il senatore Caridi – e rafforzare il nostro impegno e il nostro sforzo sul territorio perché la Calabria e Reggio non ricevono l’attenzione che meritano. Vogliamo mettere in campo azioni e idee al servizio dei cittadini e per fare questo abbiamo voluto coinvolgere in prima linea sindaci e amministratori locali». Il parlamentare ha annunciato nuove iniziative nella provincia reggina, sia sulla Jonica che sul versane tirrenico, che si concentreranno su temi e problematiche strettamente connessi al contesto.

CENTROSINISTRA NON ADEGUATO Sotto accusa l’intera filiera istituzionale targata Pd: Renzi, Oliverio, Falcomatà e «l’illusione di una ripresa per la Calabria creata attraverso menzogne, come quelle che si sono consumate sulla pelle di Gioia Tauro». Stigmatizzata anche la «paralisi della Regione con assessori che sono dei fantasmi». Ed ancora la partita della Città metropolitana. Il presidente della Provincia Giuseppe Raffa mette in guardia: «Questo è un successo del centrodestra, una conquista tutta nostra, che testimonia una grande capacità politica che però sta partendo su un presupposto sbagliato perché carente sotto il principio di democrazia rappresentativa. Falcomatà non può fare il sindaco della Città metropolitana». Duro anche Germanò che ha puntato l’indice contro l’amministrazione comunale reggina definita «incapace e inadeguata a guidare un processo così complesso» come quello del nuovo livello di governance. E lo stesso fedelissimo di Scopelliti ha attaccato sul Patto per Reggio Calabria, sul Waterfront, sul Miramare e sull’affaire dell’assessore Quattrone: potenziali talloni di Achille dell’amministrazione Falcomatà su cui l’opposizione a Palazzo San Giorgio ha molto insistito negli ultimi mesi.

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