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Pil in crescita, ma giù l'occupazione

CATANZARO C’è una notizia buona e una cattiva per la Calabria. Dai dati riportati dall’anticipazione del Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2016 emerge che la regione – anche se a fatica…

Pubblicato il: 28/07/2016 – 10:41
Pil in crescita, ma giù l'occupazione

CATANZARO C’è una notizia buona e una cattiva per la Calabria. Dai dati riportati dall’anticipazione del Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2016 emerge che la regione – anche se a fatica – ha invertito il trend negativo sul Pil degli ultimi anni. Nel corso del 2015, infatti, il Pil è tornato, seppur di poco, a crescere: 1,1 per cento in più rispetto all’anno precedente. Un dato positivo che però non riesce affatto a compensare quanto perso nel corso nel lungo periodo. Basti considerare che tra il 2008 e il 2014 la Calabria ha fatto registrare perdite a doppia cifra: -14,1 per cento. Ma al di là di questa considerazione resta questo dato positivo. Fin qui la buona notizia. Quel che invece guasta il quadro è il dato sull’occupazione. La Calabria, in totale controtendenza rispetto al Mezzogiorno e al resto del Paese continua a perdere posti di lavoro. Andando a spulciare il rapporto, infatti, nell’ultimo anno si sono volatilizzati altri 7.400 posti di lavoro che in termini percentuali si traduce in -1,4 per cento. Questo nel momento in cui l’Italia ha ottenuto una crescita di 185.800 nuovi occupati di cui circa la metà nel Mezzogiorno (94.100), segnando così rispettivamente un incremento dell’0,8 per cento in Italia e addirittura del 1,6 per cento nel Sud. Dimostrando così ancora una volta la debolezza del sistema calabrese a generare occupazione.

PIL IN CRESCITA E POVERTA’ DIFFUSA E se il dato sulla crescita del Prodotto interno lordo è nel segno positivo, restano comunque differenze sostanziali tra le regioni del Sud. A trainare il Mezzogiorno, la Basilicata che, grazie soprattutto all’automotive, ha il ritmo più intenso di crescita (+5,5%) a seguire il Molise che registra +2,9% e l’Abruzzo +2,5% sulla spinta dell’industria. Il dato invece positivo della Calabria è da attribuire al non tanto sorprendente trend del comparto agricolo che nel corso del 2015 è cresciuto decisamente con ricadute positive sulla ricchezza della regione, ma soprattutto anche sull’occupazione. Unico settore appunto dove il numero di nuovi posti di lavoro è cresciuto rispetto all’anno precedente: +1,3 per cento. Resta ancora elevato invece la percentuale di soggetti a rischio povertà: in Calabria circa il 32 per cento della popolazione è sotto la soglia minima di sussistenza. Anche se, magra consolazione, la regione sotto questo profilo è in linea con le dinamiche del resto del Mezzogiorno dove il 10 per cento della popolazione è in stato di povertà assoluta contro la media del 7,6 per cento del Paese.

GIU’ INDUSTRIA E SERVIZI A precipitare in termini soprattutto di occupazione i comparti legati all’industria e ai servizi. Nel corso del 2015 i primi hanno perso oltre 5mila posti di lavoro, mentre i segmenti produttivi legati alla fornitura di beni e servizi ne hanno perso 3mila. A pagare pegno in particolar modo l’industria in senso stretto (-9,9 per cento), le costruzioni (-1,8 per cento) e le attività di fornitura di servizi (-1,1 per cento). Assolutamente stabile invece il dato sul commercio e sugli esercizi ricettivi e della ristorazioni che sono rimasti al palo. Una debacle che è stata frenata seppur lievemente dalla crescita del settore agricolo.

SVIMEZ: PUNTARE SULLE ZES Il dato complessivo che emerge che anche questa volta il Sud cresce meno del resto del Paese. Incrementando ancora una volta il divario tra le regioni del Centro-Nord e il Mezzogiorno. Per cercare di contenere questo fenomeno, secondo l’istituto «serve una politica industriale, che non punti solo a sostenere le eccellenze ma sia finalizzata a consolidare la struttura dell’intero sistema». Tra gli strumenti proposti da Svimez, in primo luogo le Zone economiche speciali, per le quali sarebbe opportuna una legge nazionale che ne consentisse un’implementazione in tempi brevi. Una considerazione che riguarda molto da vicino la Calabria che proprio sull’istituzione di una Zes nell’area di Gioia Tauro punta una delle ipotesi di rilancio dell’intera regione. Anche se resta in piedi – in tutta la sua forza – il muro eretto da Bruxelles sull’utilizzo di questo strumento da parte dei Paesi membri.

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it

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