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La sfida di Bruno a Magorno

CATANZARO Il banco di prova per il nuovo corso del Partito democratico che il segretario regionale Ernesto Magorno ha inteso intraprendere, sono le prossime elezioni comunali a Catanzaro, città dov…

Pubblicato il: 03/08/2016 – 15:41
La sfida di Bruno a Magorno

CATANZARO Il banco di prova per il nuovo corso del Partito democratico che il segretario regionale Ernesto Magorno ha inteso intraprendere, sono le prossime elezioni comunali a Catanzaro, città dove il Pd, nel 2012 era arrivato ad un soffio – anzi ad una vera e propria manciata di voti – dal ballottaggio grazie a Salvatore Scalzo. A distanza di 4 anni, e dopo due anni di segreteria provinciale firmata Enzo Bruno, il Pd catanzarese non ha certo lo stesso appeal sugli elettori, a giudicare dalle recenti sconfitte su tutto il territorio provinciale, tanto che Magorno stesso aveva annunciato il commissariamento della federazione catanzarese del partito fino al prossimo congresso.
Ma mentre la segreteria regionale cassa il lavoro svolto da Bruno e dai suoi fedelissimi, lo stesso Bruno dà vita – in fretta e furia – ad una riunione interpartitica al cui ordine del giorno c’è la discussione sulle prossime elezioni provinciali previste ad ottobre ma che altro non è se non il pretesto per porre le basi per le comunali 2017.
Una stortura, un controsenso, forse un vero e proprio ammutinamento. Una corsa in avanti che rischia di frantumare quel poco che è rimasto del centrosinistra cittadino. Tanto più che alla riunione indetta dal segretario provinciale e presidente della Provincia, hanno preso parte Marco Polimeni, esponente di Ncd e delfino del senatore Piero Aiello, Sergio Costanzo, esule della prima ora dalla maggioranza del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e candidato alle scorse regionali a sostegno di Mario Oliverio. Assieme a loro Fabio Guerriero, già candidato alle scorse regionali con il Pd ma allora in quota Psi e oggi referente di S&D, ed Eugenio Occhini, ex consigliere comunale e attualmente portavoce di Sinistra Italiana. Una grande alleanza sulla scia di quanto visto a Cosenza, proprio ciò che Magorno sarebbe tentato di evitare dopo quanto accaduto nel capoluogo bruzio. Non convocati, invece, i consiglieri comunali del Pd.
Sebbene nessuna quadra sia stata già trovata (la riunione è stata aggiornata a martedì prossimo), il messaggio politico di Bruno a Magorno appare chiaro. Ed è un messaggio di sfida.
Ricapitolando, infatti, un segretario provinciale che già da quasi due anni è incompatibile con il ruolo perché è anche presidente della Provincia di Catanzaro, appena sfiduciato pubblicamente dal segretario regionale del suo partito, convoca una riunione tra forze politiche in odore di alleanza per le prossime elezioni comunali del capoluogo di regione, mentre il resto del partito catanzarese non solo non ha mai discusso di alleanze, quanto non è stato neanche coinvolto.
Catanzaro è – politicamente parlando – una polveriera pronta a saltare in aria assieme a tutto ciò che resta, di buono e di meno buono del Pd. Magorno questo lo sa, ma deve far presto e apportare subito i correttivi necessari ad eliminare il rischio di una deflagrazione devastante per tutto il centrosinistra.

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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