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Sull'Igp "Olio di Calabria" basta parole, si passi ai fatti

Il prosieguo dell’iter amministrativo di riconoscimento del marchio Igp “Olio di Calabria” è senza dubbio una buona notizia per la olivicoltura calabrese e reggina in particolare. Con la pubblicazi…

Pubblicato il: 24/08/2016 – 15:30

Il prosieguo dell’iter amministrativo di riconoscimento del marchio Igp “Olio di Calabria” è senza dubbio una buona notizia per la olivicoltura calabrese e reggina in particolare. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue della domanda di registrazione, infatti, si va verso la definizione positiva di un percorso che ha visto la Provincia di Reggio Calabria l’attore principale senza il quale oggi non si parlerebbe neppure di Igp Olio di Calabria.
Accanto, infatti, alla proposta penalizzante del Comitato promotore dell’Igp che prevedeva il riconoscimento del marchio esclusivamente per la cultivar carolea, la Provincia di Reggio Calabria, di concerto con le organizzazioni agricole reggine e gli imprenditori del comparto, è riuscita nel 2014 ad elaborare una proposta dalle forti e solide basi scientifiche che ha ribaltato l’impianto settoriale della proposta iniziale e convinto il dipartimento regionale ad allargare la platea delle cultivar interessate. Senza quella azione incisiva e partecipata, senza il qualificato apporto delle Organizzazioni agricole reggine, senza la tenacia dell’allora dirigente del Settore provinciale Luigi Rubino, oggi la gran parte del territorio olivicolo regionale sarebbe esclusa dall’Igp. Questa è la verità.
Ora, più che il tempo delle autocelebrazioni e delle dichiarazioni di intenti, cui il governatore Oliverio peraltro ci sta abituando oramai quotidianamente, è arrivato il momento per chi governa di portare risultati. A due anni dall’insediamento del nuovo governo regionale, siamo stanchi della sindrome dell’annuncite e dell’ossessione dei comunicati stampa. È il momento di iniziare a governare l’agricoltura calabrese e di andare ben oltre la semplice, ed oramai ridicola, presentazione del Psr ovunque, finanche nei piccoli bar dello sport di alcuni Comuni calabresi. Il Psr non è la panacea di tutti i mali dell’agricoltura calabrese, così come non lo sono stati i programmi precedenti. Al riguardo, Oliverio farebbe bene ad usare maggiore prudenza e sforzarsi di interpretare maggiormente le esigenze reali degli agricoltori, quelli veri e non di carta. Non serve per esempio autocelebrare l’Igp “Olio di Calabria” e poi non avere, da anni, una politica di marketing e valorizzazione adeguata alle potenzialità dell’olivicoltura calabrese. La vera agricoltura non vive di parole ed ha bisogno di recuperare fiducia nell’Istituzione Regionale. Oliverio si sbrighi a svegliarsi ed inizi a governare. I calabresi lo hanno eletto per questo.

*assessore provincia di Reggio Calabria

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