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Undici ergastoli per i clan del Cosentino

COSENZA Undici ergastoli. Dopo oltre cinque ore di camera di consiglio la Corte di Assise di Cosenza ha emesso la sentenza per gli imputati del processo “Tela del ragno”. Si tratta dell’operazione …

Pubblicato il: 23/09/2016 – 20:46
Undici ergastoli per i clan del Cosentino

COSENZA Undici ergastoli. Dopo oltre cinque ore di camera di consiglio la Corte di Assise di Cosenza ha emesso la sentenza per gli imputati del processo “Tela del ragno”. Si tratta dell’operazione contro i presunti capi e gregari del clan Perna-Cicero di Cosenza, Gentile-Africano-Besaldo di Amantea, Scofano-Martello-Rosa-Serpa di Paola, e Carbone di San Lucido. Il presidente della Corte, Giovanni Garofalo (a latere la collega Francesca De Vuono) ha condannato Giovanni Abbruzzese alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno per tutti i capi di imputazione; Vincenzo Dedato a 11 anni di reclusione riconoscendo le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e lo status di collaboratore di giustizia; Salvatore Valerio Crivello, Gennaro Ditto (assolto per il capo di imputazione 13), Giancarlo Gravina, Giuseppe Lo Piano, Mario Martello, Giacomino Guido, Fabrizio Poddighe, Mario Mazza, Francesco Tundis dovranno scontare l’ergastolo con isolamento diurno per un anno. Umile Miceli è stato condannato a 22 anni di carcere con attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Condannato a 14 anni di carcere Giuliano Serpa con attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti con isolamento diurno per un anno, riconoscendo lo status di collaboratore di giustizia. Ergastolo con isolamento diurno per un anno e sei mesi per Nella Serpa. La Corte ha disposto inoltre per tutti gli imputati condannati l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per i condannati all’ergastolo è stata disposta l’interdizione legale, la decadenza della potestà genitoriale e la libertà vigilata per tre anni. Per Giuliano Serpa, Vincenzo Dedato e Umile Miceli è stata disposta l’interdizione legale e la sospensione della potestà genitoriale per il periodo di esecuzione della pena. La Corte ha disposto il non doversi procedere per Luca Bruni per intervenuta morte del reo e per Giacomino Guido per il capo di imputazione 16.1 per avvenuta prescrizione. I giudici hanno assolto Paolo Brillantino, Tommaso Gentile, Mario Matera, Livio Serpa e Ulisse Serpa per non aver commesso il fatto. La Corte ha disposto, inoltre, l’immediata scarcerazione di Tommaso Gentile e Livio Serpa se non detenuti per altro (Tommaso Gentile, però resta in carcere per altro motivo). Ha condannato gli imputati al risarcimento delle parti civili. E ha trasmesso gli atti alla Procura per il reato di falsa testimonianza per Vanessa Abruzzese, Giuseppe Drago e Antonietta Cipolla. La pubblica accusa aveva chiesto quattordici ergastoli e la condanna per quasi tutti gli imputati perché – ha detto Facciolla – si tratta di «feroci criminali». Fondamentali per l’accusa le dichiarazioni dei pentiti del Cosentino, anche dei più recenti collaboratori di giustizia come Franco Bruzzese che, nelle prime settimane della collaborazione, è stato sentito in udienza dalla Corte di Assise durante l’ultima parte del dibattimento. Le difese dovranno aspettare novanta giorni per conoscere le motivazioni dei giudici.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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