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Madonna della Catena, posti letto 2015 confermati dal Tar

CATANZARO I posti letto in più assegnati in più alla Madonna della Catena nel 2015 sono legittimi secondo i giudici del Tar di Catanzaro. Il ricorso, avanzato da una società attiva nel campo della …

Pubblicato il: 26/09/2016 – 13:31
Madonna della Catena, posti letto 2015 confermati dal Tar

CATANZARO I posti letto in più assegnati in più alla Madonna della Catena nel 2015 sono legittimi secondo i giudici del Tar di Catanzaro. Il ricorso, avanzato da una società attiva nel campo della sanità privata, metteva nel mirino tre decreti della struttura commissariale che “governa” sul Piano di rientro.
Il primo, il numero 80 del 6 luglio del 2015, che ha determinato per l’anno 2015 «i tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera da soggetti privati accreditati». Il secondo, sempre della struttura commissariale, il numero 17 del 4 febbraio 2016, «con cui si è provveduto ad autorizzare e ad accreditare la Clinica Madonna della Catena srl per ulteriori 23 posti di riabilitazione intensiva». Il terzo, il numero 27 del 24 febbraio 2016, «nella parte in cui assume a base di calcolo per l’anno 2016 i tetti di spesa assegnati nell’anno 2015 alle strutture operanti nell’Asp di Cosenza». 
La richiesta era chiara: annullare l’assegnazione dei tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni, annullare l’assegnazione di ulteriori 23 posti alla clinica Madonna della Catena e annullare il budget da assegnare per il 2016 tenendo conto come base della spesa dell’anno prima. L’intera impalcatura della sanità privata del Cosentino messa in discussione.
I giudici, però, hanno affermato la legittimità di quei provvedimenti. Il senso della decisione è chiaro: Madonna della Catena ha meritato sul campo l’aumento dei posti per via delle prestazioni offerte al sistema sanitario pubblico. Il resto lo ha fatto la discrezionalità dei commissari, il cui valore è stato riconosciuto dal Tar. «Quanto alla sostanza delle determinazioni amministrative oggetto di impugnativa – scrivono i giudici – va ribadito che non è consentito al giudice amministrativo un sindacato sulle scelte ampiamente discrezionali effettuate dall’Ufficio commissariale, sostituendo a esse valutazioni alternative dell’assetto degli interessi in gioco».
In sostanza, i commissari decidono sulla base degli atti a loro disposizione. E il loro giudizio è discrezionale. Un tema che tornerà, c’è da starne certi, anche nella valutazione sui nuovi posti letto assegnati dall’Asp alla Madonna della Catena a luglio e certificati da un decreto dei commissari prima che la stessa Asp li cancellasse.

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