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Venti di guerra sulla sanità a Catanzaro

CATANZARO Il casus belli è una delibera apparsa sull’albo pretorio online dell’Asp di Catanzaro. La numero 648, una «ulteriore modifica all’Atto aziendale». Il documento che riorganizza la sanità p…

Pubblicato il: 06/10/2016 – 16:33
Venti di guerra sulla sanità a Catanzaro

CATANZARO Il casus belli è una delibera apparsa sull’albo pretorio online dell’Asp di Catanzaro. La numero 648, una «ulteriore modifica all’Atto aziendale». Il documento che riorganizza la sanità provinciale è oggetto da settimane di un botta e risposta tra il direttore generale Giuseppe Perri e la struttura commissariale che guida il Piano di rientro. L’ultimo atto – un aut aut di Massimo Scura al management – è stato vissuto come un’imposizione. Davanti alla quale, specificano fonti dei sindacati della dirigenza medica, le organizzazioni sindacali sono pronte a produrre un esposto alla Procura di Catanzaro e all’Autorità nazionale anticorruzione. Ma veniamo al punto. L’Atto aziendale, secondo i commissari, deve riclassificare la struttura Rischio clinico, elevandola a struttura di rango dipartimentale. Una “promozione” che i medici non accettano di buon grado. Per questo si «riservano, attraverso un esposto, di chiedere che la documentazione in atti venga acquisita per rilevare eventuali profili di illecito penale». I sindacati sul piede di guerra sono Aaroi, Anaao-Assomed, Anpo Ascoti Fials e Cgil Medici.
Il dg Perri, nella delibera con la quale accetta le richieste di Scura, non nega le difficoltà alle quali l’Azienda sanitaria potrebbe trovarsi davanti. Spiega che «non ha facoltà di poter disattendere alla reiterata censura» e dice «che la modifica comporta la rivisitazione di tutta l’architettura e dei processi aziendali riferiti alla gestione integrata del governo clinico e del miglioramento continuo della qualità dei servizi». Come dire: obbedisco ma non sono per niente convinto.
D’altra parte, nel carteggio Perri-Scura il manager aveva usato toni piuttosto netti per scoraggiare il commissario: «La prescrizione – scriveva –, qualora osservata, concretizzerebbe una violazione della più volte espressa indicazione del dipartimento Tutela della salute in tema di contenimento del numero di strutture semplici dipartimentali, mentre mai alcuna indicazione, chiarimento o specifica richiesta organizzativa era stata formulata dal dipartimento Tutela della salute in tal senso». A maggior ragione se si pensa che, nella risposta a un’interrogazione del consigliere regionale Domenico Tallini, lo stesso dipartimento spiegava che «per il Rischio clinico le previsioni dell’Azienda sanitaria sono assolutamente in linea con le previsioni del Dca numero 130». Insomma, per Perri è tutto come da regolamenti. Per il commissario Scura no. E i medici del catanzarese vogliono vederci chiaro. (ppp)

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