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Fondi ex Gescal, un paradosso di nome Pallaria

Se la situazione sia grave o meno non spetta a me stabilirlo, quello che è certo è che non è seria. Come potrebbe esserlo, d’altronde, in una regione in cui il «cambiamento» – il «cambio di passo»,…

Pubblicato il: 26/10/2016 – 11:21
Fondi ex Gescal, un paradosso di nome Pallaria

Se la situazione sia grave o meno non spetta a me stabilirlo, quello che è certo è che non è seria. Come potrebbe esserlo, d’altronde, in una regione in cui il «cambiamento» – il «cambio di passo», la «fase nuova» o, addirittura, il «riscatto», la «rinascita» – diventa il mantra della narrazione che i protagonisti di ogni stagione politica fanno di se stessi, salvo poi lasciare immutati, intatti, i centri di potere decisionale attraverso cui passa la gestione dei settori chiave dell’amministrazione regionale?

La vicenda Aterp-fondi ex Gescal lo dimostra in maniera disarmante: da due anni scriviamo che un gruzzolo da 150 milioni di euro è stato in larga parte divorato per spese che non c’entrano nulla con le case da dare alle persone che non ce l’hanno, ma quasi nessuno se n’è preoccupato. Un patrimonio cementato dal sudore dei lavoratori è stato spolpato sul banchetto delle clientele, degli incarichi, delle consulenze e degli acquisti disinvolti. Lo denunciamo esattamente dai giorni in cui Mario Oliverio prendeva le redini della Regione e oggi, a distanza di 24 mesi, la ricognizione effettuata sui fondi ex Gescal restituisce il quadro desolante che il Corriere della Calabria aveva anticipato: dei 126 milioni di euro di fondi che erano in cassa al 30 ottobre 2014 (giunta Scopelliti-Stasi) ne sono rimasti disponibili meno di 6, che oggi la giunta Oliverio si impegna a “reinvestire”, cercando dunque di rinforzare la stalla solo quando i buoi sono scappati da un pezzo.

E come potrebbe essere seria, la situazione, in una Regione in cui Oliverio revoca gli atti emanati da Scopelliti-Stasi che hanno permesso l’utilizzo allegro dei fondi ex Gescal, ma evita di farlo sapere ai calabresi, consegnando ai cittadini-elettori un comunicato asettico in cui si annuncia solo che la ricognizione sui fondi è terminata, ma non si specifica quanti soldi sono rimasti in cassa? Come potrebbe essere seria, la situazione, quando la Regione (di centrosinistra) annulla oggi gli atti che ha prodotto la Regione (di centrodestra) facendo finta di dimenticare che tutti quei provvedimenti, quelli di ieri e quelli di oggi, portano l’imprimatur dello stesso manager, Mimmo Pallaria, che nonostante il cambio della guardia politica è rimasto al suo posto di dominus dei Lavori pubblici calabresi?

I fondi ex Gescal sono evaporati, volatilizzati, assorbiti da spese che quasi sempre sono passate dalla sua scrivania. E oggi lo stesso Pallaria mette il placet sugli atti che revocano, con colpevole ritardo, quelle spese da lui stesso approvate. Siamo di fronte ad una nuova forma, avanzatissima, di autotutela: Pallaria revoca se stesso in nome del cambiamento, ma solo quando ormai il danno è fatto.
Come potrebbe essere, la situazione, seria, proprio non lo so. So solo che si parla di 120 milioni di euro in una regione in cui l’emergenza casa, oggi più di due anni fa, resta un problema tanto drammatico quanto sottovalutato. So solo che si parla di case, di soldi, di trattenute in busta paga e di lavoratori che hanno inconsapevolmente alimentato un sistema che, alla fine, non ha certo giovato a chi un tetto non ce l’ha.

E so che tutti gli hashtag e i cerchi magici, tutti gli slogan e i ritornelli da social non potranno mai cambiare questa triste realtà.

s.pelaia@corrierecal.it

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