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Centri per l’impiego, la protesta arriva a Palazzo Campanella

REGGIO CALABRIA Brutta sorpresa per l’assessore Federica Roccisano oggi in Regione. I precari reggini del Centro per l’impiego hanno guastato la festa a chi ha immaginato il convegno “Nuove politic…

Pubblicato il: 11/11/2016 – 19:15
Centri per l’impiego, la protesta arriva a Palazzo Campanella

REGGIO CALABRIA Brutta sorpresa per l’assessore Federica Roccisano oggi in Regione. I precari reggini del Centro per l’impiego hanno guastato la festa a chi ha immaginato il convegno “Nuove politiche attive del lavoro: opportunità e prospettive” come l’evento clou dell’annuale Salone dell’orientamento. Imbestialiti dal silenzio della Regione sugli oltre otto stipendi arretrati, come sul contratto in scadenza, i professionisti che concretamente gestiscono le politiche attive del lavoro nel Reggino hanno presentato il conto alla Regione. Arrivati in massa nella sala di Palazzo Campanella che ha ospitato il convegno con indosso magliette e pettorine di protesta, hanno chiesto la parola per spiegare la paradossale situazione di precariato in cui vive chi si occupa di orientamento al lavoro. Precari da sempre, senza stipendio da 8 mesi, costantemente impiccati a un rinnovo periodico dei contratti nonostante alcuni di loro abbiano iniziato a lavorare, dopo aver vinto un concorso pubblico, nel lontano 2003, adesso i precari hanno detto basta. Stabilizzazione e proroga dei contratti attraverso uno strumento normativo ad hoc e immediato saldo degli arretrati: queste le rivendicazioni dei lavoratori, in stato di agitazione da oltre un mese.
Presa alla sprovvista dall’irruzione, l’assessore Roccisano riesce solo a sfornare una nuova promessa. «La Regione è vicina ai precari dei centri per l’impiego e ci impegneremo per trovare una soluzione ai loro problemi». Con addosso la maglietta “Centro precari indignati”, divenuta la bandiera della protesta dei professionisti del Cpi, Roccisano dispensa rassicurazioni e solidarietà. Ma impegni concreti nessuno. Sul fronte del rinnovo contrattuale – dice – è necessario aspettare le decisioni di Roma. Sul fronte degli stipendi, invece, si limita a passare la palla al “suo” dirigente, Varone, secondo il quale la Regione avrebbe già elaborato un decreto di impegno, come un non meglio precisato Piano – attualmente al vaglio dell’autorità di vigilanza – per saldare tutti gli arretrati.
In ogni caso – tenta di assicurare l’assessore – la Regione arriverà con una soluzione al tavolo di crisi convocato per martedì prossimo di fronte al prefetto di Catanzaro, Luisa Latella. Solo una nuova promessa per i lavoratori che masticano amaro e rimangono sul piede di guerra. Durissimi anche i sindacati «È vergognoso che chi è impegnato in prima persona nell’erogazione di politiche attive e offre, quindi, un servizio di fondamentale importanza per il futuro di molti giovani, sia costretto a lavorare in continuo stato di precarietà e senza retribuzione da otto mesi». Dalla riunione di Catanzaro pretendono di uscire con soluzioni precise e una data certa per l’arrivo di quello stipendio che da 8 mesi è diventato un miraggio. In caso contrario – giurano – sarà battaglia.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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