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Cgil, Cisl e Uil dettano la linea al consiglio regionale

CATANZARO «L’approvazione del rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2015 e del disegno di legge “Assestamento e provvedimento generale di Variazione del bilancio di previsione dell…

Pubblicato il: 14/12/2016 – 11:32
Cgil, Cisl e Uil dettano la linea al consiglio regionale

CATANZARO «L’approvazione del rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2015 e del disegno di legge “Assestamento e provvedimento generale di Variazione del bilancio di previsione della Regione Calabria per l’esercizio finanziario 2016-2018 a norma dell’articolo 50 del Decreto legislativo 118 del 23 giugno 2011” rappresenta un momento cruciale nella definizione della politica economica e finanziaria della nostra Regione. Per questi motivi l’importanza di tali provvedimenti dovrebbe richiedere un reale processo di concertazione con le forze sociali e non una mera comunicazione 24 ore prima dell’audizione. Sarebbe stato necessario un confronto di merito che non c’è stato con la giunta regionale per costruire scelte condivise in tema di politica economica e produttiva, di strategie di rafforzamento dei servizi e pianificazione delle politiche sociali, individuando priorità di intervento capaci di imprimere una svolta positiva». Cgil, Cisl e Uil intervengono sugli strumenti della finanza regionale, spiegando che le scelte della Regione sono «insufficienti a far fronte alle tante emergenze, né tantomeno ci paiono adeguate a sostenere una strategia per la crescita e la ripresa, che dovrà basarsi pertanto sulla capacità di spesa qualificata sul ciclo di programmazione 2014-2020 e sul Patto per la Calabria rispetto ai quali si auspica la concentrazione delle risorse su obiettivi strategici, al fine di evitare la frammentazione in mille rivoli della spesa, puntando al sostegno di misure anticicliche, nonché sull’integrazione con ulteriori risorse nazionali».
Poi, i sindacati auspicano «la necessaria integrazione tra fondi ordinari e straordinari, locali, regionali, nazionali e comunitari al fine di favorire una coerente programmazione dei servizi, degli investimenti e delle scelte di sviluppo su cui orientare il futuro della nostra Regione, così come riteniamo centrale una maggiore efficacia ed efficienza della spesa».
«Riteniamo – continua la nota – che una particolare attenzione debba essere riservata alla rete dei servizi pubblici locali in tutti i settori: sanità, istruzione, mobilità, servizi sociali e culturali, igiene urbana, difesa del suolo e tutela ambientale, a fronte di uno fra i più elevati livelli di imposizione fiscale, anche per gli effetti del piano di rientro dal disavanzo sanitario, che grava soprattutto su lavoratori dipendenti e pensionati».
Cgil, Cisl e Uil provano a dettare la linea al governo regionale. Individuano alcune «opzioni strategiche irrinunciabili e priorità». Innanzitutto un Piano straordinario del lavoro «che punti all’aumento consistente dell’occupazione attraverso l’emersione del lavoro nero, l’attivazione di politiche attive per il lavoro rivolte a giovani, donne, immigrati, a disoccupati e inoccupati utilizzando tutte le risorse disponibili e potenziando il sistema dei servizi per il lavoro. Vanno previste – scrivono – misure specifiche contro il sommerso ed il lavoro nero con rafforzamento dell’area della vigilanza e il finanziamento di un Piano regionale per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro». In parallelo serve «l’ adeguato finanziamento di tutte le leggi regionali relative al bacino del precariato calabrese e in questo contesto va accelerato il percorso di contrattualizzazione degli ex lsu-lpu e alla loro stabilizzazione definitiva».
Seconda priorità: una politica di interventi di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico, «di sostegno allo sviluppo del settore agricolo calabrese, nonché l’indispensabile imputazione sui relativi capitoli di bilancio di livelli adeguati di risorse per il settore idraulico-forestale, per l’Arsac, per i Sorveglianti Idraulici, per i lavoratori dell’ex Fondo Sollievo, per i Consorzi di Bonifica (in particolare legge 31 gestione delle dighe, legge 26 interventi settore infrastrutture rurali e opere pubbliche di bonifica, legge 11 disposizioni per la bonifica rurale) e per i lavoratori dell’Associazione Allevatori (ARA), al fine di dare certezze e prospettive ai lavoratori per il 2017 e nel contempo recuperare le risorse necessarie ad erogare le spettanze non ancora percepite».
E poi, «un piano regionale per una legge sul diritto allo studio che contempli il tempo pieno e per frenare la dispersione scolastica».
I sindacati si concentrano anche sul sistema dei trasporti, rispetto al quale «si rileva uno sforzo apprezzabile per assicurare i servizi ma ancora insufficiente a garantire l’attuale programmazione. In particolare deve essere valutata la necessità di implementare i chilometri bus/treno, che unitamente a una più complessiva rimodulazione dei servizi su gomma e su ferro ed in una ottica di integrazione intermodale, soddisfi i bisogni di mobilità per garantire efficienza, sostenibilità e competitività. Pertanto si propone l’assegnazione di ulteriori risorse».
Infine, la sanità: serve «la definizione concertata di un Piano sociale regionale integrato con un Piano Sanitario al fine di consentire la programmazione organica degli interventi con misure legislative per individuare strumenti di contrasto alla povertà sempre più dilagante, con sostegno al reddito delle famiglie a rischio di marginalità sociale. Si ritiene necessario riqualificare la Spesa sanitaria che impegna gran parte del bilancio regionale, ponendo particolare attenzione agli sprechi».
Tra i bisogni evidenziati c’è quello di «un adeguato finanziamento della legge regionale sulla Non Autosufficienza i cui obiettivi di sostegno, assistenza ed inclusione sono di fondamentale importanza e rappresentano misura di civiltà».
«In relazione alla riduzione della spesa per incarichi e consulenza – continua il documento – si ritiene necessario proseguire nell’azione di contenimento della spesa, richiamando la necessità di valorizzare, con evidente risparmio di risorse, le competenze professionali già presenti in dotazione organica. Si ritiene che per gli Enti sub regionali in liquidazione e/o accorpamento si devono prevedere procedure di allocazione del personale attualmente in organico».
«La spesa per il funzionamento del consiglio regionale – scrivono i sindacati confederali –, pur in una logica di riduzione dei costi, dovrà comunque garantire le attività, salvaguardando il personale. In particolare si ritiene necessario rafforzare l’azione di contenimento dei costi della politica, per indennità di consiglieri e assessori, considerando la significativa incidenza».
«Sull’area Sviluppo economico – conclude la nota – occorre recuperare e impegnare le risorse ordinarie, oltre alle rilevanti risorse disponibili rinvenienti dalle dotazioni comunitarie Por Fesr-Fse 2014-2020, Psr 2014-2020, Pon Nazionali, Patto per la Calabria per consentire la realizzazione degli interventi infrastrutturali, sulla portualità, viabilità, necessari e non più rinviabili per ridare slancio ai processi economici e produttivi della nostra Regione. In questo quadro occorre accelerare sulle iniziative in essere per l’area di Gioia Tauro, strategica per l’intera Regione».

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