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Villaggio turistico fantasma a Capo Colonna, ma per la Soprintendenza esiste

CROTONE C’è un nuovo scandalo in Calabria e riguarda la realizzazione di un villaggio turistico in un’area a vincolo paesaggistico non distante da Capo Colonna. Con tutti gli ingredienti della mala…

Pubblicato il: 31/12/2016 – 12:59
Villaggio turistico fantasma a Capo Colonna, ma per la Soprintendenza esiste

CROTONE C’è un nuovo scandalo in Calabria e riguarda la realizzazione di un villaggio turistico in un’area a vincolo paesaggistico non distante da Capo Colonna. Con tutti gli ingredienti della malamministrazione e della corruttela in salsa calabra. A denunciarlo sulle colonne del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella che con la sua penna affilata racconta quanto accaduto in terra pitagorica. La singolarità della vicenda – già di per sé anomala – sta anche nella risposta che il soprintendente calabrese offre al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che aveva chiesto chiarimenti sulla costruzione della struttura turistica in piena area di tutela: «I bungalow sono ormai stati realizzati». Ma in realtà, come denuncia Stella, di quelle opere non è stata realizzata neppure una. Dunque sarebbe stato dichiarato il falso dal funzionario per coprire una storia che imbarazza non poco e non solo la Sovrintendenza calabrese.
La vicenda nasce nel 2006 quando due fratelli Armando e Salvatore Scalise chiedono e ottengono l’abilitazione come coltivatori diretti e due anni dopo presentano la richiesta al Comune di Crotone per realizzare un intervento agrituristico su un terreno «di proprietà della ditta» a ridosso di Torre Scifo sul promontorio di Capo Colonna. Peccato però che quel terreno, come riporta il Corriere, non sarebbe stato di proprietà ancora dei due uomini. Lo diventerà successivamente e in circostanze ancor più anomale: grazie a una cessione firmata dal legittimo proprietario dopo la sua morte. Ma l’elenco delle “stranezze” su questa vicenda segnalate da Stella non finiscono qui. Perché il Comune di Crotone avrebbe risposto nella stessa giornata alla richiesta avanzata dai due fratelli per conoscere la conformità del progetto al Piano regolatore. Intanto il progetto da agrituristico si trasforma per rispondere alla caratterizzazione «zone per attrezzature turistiche leggere» e in «Marine Park Village». Con la possibilità di costruire 79 bungalow da 237 posti letto più un bar-ristorante, piscine oltre che servizi. Questa vicenda finisce anche nei faldoni dell’inchiesta “Aemilia” contro la locale e che viene ripresa da Francesca Sironi su l’Espresso online: «là c’è più lavoro che qua… stanno facendo certi progetti a Capo Colonna… devono fare cinquecento case di legno».
Intanto la burocrazia locale su questo progetto accumula record: l’autorizzazione paesaggistica della Provincia concessa in otto giorni. Ma anche nuove anomalie: la Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di fatto avrebbe risposto alla richiesta solo dopo la scadenza del silenzio-assenso fissata per 31 dicembre 2008, esattamente il 19 gennaio con esito negativo.
Da quanto denunciato da Stella, inoltre ci sarebbe da registrare la strana prescrizione imposta dalla Sovraintendenza Archeologica: attività di scavo sì ma «seguita da personale tecnico-scientifico». Troppo blanda per un’area importante come questa.
E si arriva così al permesso di costruire rilasciato nel 2011 all’impresa che ha nel frattempo cambiato denominazione. Ma arriva anche il sequestro del cantiere a seguito della posa di decine di piattaforme in cemento armato in questa area per un progetto definito con interventi leggeri e sotto l’occhio – poco attento, a questo punto – di qualche archeologo. Intanto questa vicenda finita nella aule di giustizia rimbalza sul tavolo del ministro Franceschini. Che non fa altro che chiedere lumi a un suo dirigente ottenendo come risposta appunto una menzogna. «Come può Dario Franceschini – conclude nel suo pezzo Stella – accettare che un suo dirigente, davanti alla richiesta di informazioni su Capo Scifo, risponda su carta intestata (protocollo 12388 del 23 settembre) con una menzogna?».

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