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Mauro «depresso», assunto dall'Asp il marito della giudice

COSENZA L’Asp di Cosenza ha un nuovo dipendente a tempo indeterminato. È un nefrologo e arriva dall’Azienda ospedaliera bruzia dopo una procedura di mobilità volontaria. Il caso vuole, però, che il…

Pubblicato il: 09/02/2017 – 18:25
Mauro «depresso», assunto dall'Asp il marito della giudice

COSENZA L’Asp di Cosenza ha un nuovo dipendente a tempo indeterminato. È un nefrologo e arriva dall’Azienda ospedaliera bruzia dopo una procedura di mobilità volontaria. Il caso vuole, però, che il suo nome non sia quello di un “anonimo” medico cosentino. Il dottore trasferito dalla sanità ospedaliera a quella territoriale è Vincenzo Martire, marito di Silvana Ferrentino. E sempre il caso vuole che Ferrentino sia la giudice che ha riconosciuto al direttore generale dell’Asp Raffaele Mauro la causa di servizio per la sua depressione. È successo il 27 novembre 2015: circa un mese più tardi, Mauro viene nominato dal governatore Oliverio al vertice della sanità cosentina. Quella pronuncia ha portato l’Azienda bruzia sulle colonne del Corriere della Sera e aggiunto un tassello al mosaico che restituisce lo scontro in atto sulla sanità cosentina.
L’assunzione è la conclusione di un lungo percorso. Da tempo Martire spera di essere trasferito. Professionalmente non è un “salto” di poco conto: l’ospedale ha orari rognosi, turni di notte, ritmi più stressanti. Il “territorio”, come lo chiama chi si occupa di salute, permette di gestire meglio i ritmi della propria vita, rappresenta una dimensione lavorativa più umana.
Il nefrologo cosentino compie un primo passo grazie alla delibera numero 1658 dello scorso 21 ottobre. È stata pubblicata al momento giusto per fare pendant con la sentenza che ha proiettato il direttore generale sul Corsera – e in mezzo a una tempesta burocratica della quale si occupa anche la Procura di Cosenza. Premessa: è tutto legittimo. L’Asp viene autorizzata dalla Regione «a coprire, tra gli altri, un posto di dirigente medico di nefrologia vacante e disponibile presso il distretto Tirreno». Per occupare quella postazione viene indetto «un avviso di mobilità regionale e interregionale per titoli e colloquio tra Aziende ed enti del Servizio sanitario regionale», pubblicato sul sito internet aziendale: scade qualche giorno dopo Ferragosto. Rispondono in due: Vincenzo Martire un medico che arriva da un’altra regione. Si dà precedenza alle domande di mobilità regionale: Martire diventa, così, l’unico candidato. La nomina è automatica: il medico lascia l’ospedale e diventa un costo aggiuntivo per l’Asp che lo assume: «L’onere finanziario derivante dal presente provvedimento ammonta presumibilmente a 74mila euro oltre Irap e oneri sociali e previdenziali». La sanità territoriale si “gonfia” un po’, ma l’Ao di Cosenza dà l’ok all’operazione: dice di poter cedere Martire ma, allo stesso tempo, chiede di poterlo sostituire con un dottore precario. 
Il bando spedisce Martire sul Tirreno. Ma fonti di quel distretto spiegano che lì il medico non ha mai lavorato: è stato trasferito a Lungro, ma dagli atti ufficiali dell’Azienda sanitaria la destinazione effettiva non risulta. Quello che risulta – e genera un certo chiacchiericcio – è il suo legame con il giudice che ha sentenziato sul caso della depressione del dg.
Con l’atto firmato da Raffaele Mauro risulta una cosa in più: il medico sarà assunto a tempo indeterminato a partire dal prossimo 16 febbraio. Il lungo percorso per “evadere” dalla sanità ospedaliera è finito. (ppp)

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