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Il nuovo polo centrista di Alfano (e Gentile)

ROMA Tre settimane per cambiare connotati e avviare la costruzione di un’area moderata e popolare capace di diventare determinante nella prossima legislatura. Sono giorni di grandi cambiamenti in c…

Pubblicato il: 24/02/2017 – 14:40
Il nuovo polo centrista di Alfano (e Gentile)

ROMA Tre settimane per cambiare connotati e avviare la costruzione di un’area moderata e popolare capace di diventare determinante nella prossima legislatura. Sono giorni di grandi cambiamenti in casa del Nuovo centrodestra. Angelino Alfano è pronto a premere sull’acceleratore dopo avere raccolto consigli e suggerimenti dai suoi. Prima una lettera al Corriere della Sera per ribadire il no a ogni ipotesi di convergenza «con populisti e le ruspe di Salvini», poi la convocazione per il 18 marzo dell’assemblea nazionale del partito. Nei giorni scorsi sono partite le convocazioni dei delegati regionali. L’appuntamento sarà proceduto da una riunione della direzione nazionale in programma per la prossima settimana.

Per entrare nella nuova legislatura è necessario un cambio della denominazione del movimento. Via la parola “destra”, si vira su una nuova soluzione. Un nome era già pronto: “Italia Popolare”, ma a quanto pare il brand è stato già utilizzato. E allora si pensa al nome di “Moderati e Popolari” o di “Area Popolare”. Piccolo indizio: attorno a quest’ultima sigla il coordinatore calabrese Tonino Gentile sta già radunando drappelli di amministratori locali pronti a sposare questa nuova battaglia centrista.

Nell’assemblea del 18, inoltre, potrebbe essere ratificato il matrimonio tra gli alfaniani e i Moderati di Giacomo Portas, ex deputato del Pd. Un modo per rafforzare il legame con il Pd a trazione renziana. L’asse tra i due è sempre solido e potrebbe essere rafforzato nel caso in cui dovesse essere varata una legge elettorale che prevede il premio di maggioranza alla coalizione e non più alla singola lista. Questo sistema consentirebbe ad Alfano di riportare in Parlamento almeno una quindicina di rappresentanti. Soprattutto in Calabria, il titolare della Farnesina è convinto di potere superare agevolmente le soglie di sbarramento previste per Camera e Senato. E in questo senso confortano i risultati ottenuti dal Nuovo centrodestra alle ultime competizioni, comprese le Regionali del 2014 quando il polo Ncd-Udc arrivò di poco sotto il dieci per cento. A queste latitudini il partito gestisce potere e poltrone: due sottosegretari (Bianchi e Gentile), un presidente di commissione (il senatore D’Ascola) e altri rappresentanti decisivi, soprattutto a Palazzo Madama, per il mantenimento in vita del governo Gentiloni.

Certo, la prospettiva politica del movimento in nuce dipende dalla data delle elezioni. Se passa l’idea del voto anticipato non ci sarà tempo per strutturare un nuovo partito. Al contrario si lavorerà per una lista comune con i centristi di Casini, quelli del movimento “Fare” dell’ex leghista Flavio Tosi e, addirittura, qualcuno ipotizza con i socialisti di Riccardo Nencini. Nei discorsi che vengono portati avanti ai piani alti non trovano spazio, almeno per ora, Verdini e Ala. 
Nella Costituente centrista che sta per vedere la luce non ci sarebbe dunque spazio per Galati, Morrone e Mancini. E non detto che ciò dispiaccia oltremodo a Gentile, Aiello e Bilardi.

Antonio Ricchio
a.ricchio@corrierecal.it

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