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GOTHA | Rinviati a giudizio Caridi e Romeo

REGGIO CALABRIA Dovrà presentarsi di fronte ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria per rispondere dell’accusa di associazione mafiosa e di altri reati il senatore Antonio Stefano Caridi. Il gu…

Pubblicato il: 09/03/2017 – 17:43
GOTHA | Rinviati a giudizio Caridi e Romeo

REGGIO CALABRIA Dovrà presentarsi di fronte ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria per rispondere dell’accusa di associazione mafiosa e di altri reati il senatore Antonio Stefano Caridi. Il gup Pasquale Laganà lo ha rinviato a giudizio insieme agli altri 38 imputati del procedimento Gotha che hanno scelto l’ordinario. Insieme a lui, dovranno affrontare il processo anche l’ex deputato Psdi, Paolo Romeo, considerato al vertice della direzione strategica della ‘ndrangheta reggina, il suo braccio destro, Antonio Marra. In più, dovranno affrontare il dibattimento l’ex controverso canonico di Polsi, Don Pino Strangio, il giudice Giuseppe Tuccio, il dirigente comunale Marcello Cammera, il marchese Saverio Genoese Zerbi, l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra. Per i magistrati, hanno fatto parte del mosaico costruito dalla cupola delle ‘ndrine per governare la Calabria. E non solo.Una strategia passata attraverso il condizionamento di tutte le elezioni, dal 2001 al 2010, dal governo dei grandi affari societari e immobiliari realizzati a Reggio Calabria, dal condizionamento di appalti e lavori pubblici, e che negli ultimi anni puntava a mettere le mani sulla città metropolitana. Una città Stato nei progetti di Paolo Romeo, che trova eco nella strategia secessionista o indipendentista che – quanto meno dalla metà degli anni Ottanta – adottata con impegno variabile dalla cupola delle mafie. Tutte le mafie.
Per gli inquirenti infatti la cupola riservata della ‘ndrangheta è solo parte di un organismo più grande – e ancora sconosciuto – che rappresenta tutte le mafie. I pentiti la chiamano “commissione nazionale”, “Cosa unita” o “Cosa nuova”. E secondo quanto messo a verbale nell’ultimo anno da diversi collaboratori di giustizia calabresi, siciliani, pugliesi e milanesi da decenni coordina le strategie criminali delle mafie in tutta Italia e non solo, grazie a “riservati” come il senatore Antonio Caridi.
Con diversi ruoli e compiti – dicono i magistrati – sono tutti uomini di cui questa nuova struttura della ‘ndrangheta si è servita per governare la Calabria e in parte anche il Paese, anche grazie alla progressiva contaminazione della massoneria. Un processo – hanno svelato l’ex Gran maestro Antonio Di Bernardo e pentiti come Cosimo Virgiglio – iniziato quanto meno quarant’anni fa e servito per creare una camera di intermediazione e incontro fra il potere mafioso e chi gestisce le leve istitituzionali, economiche, politiche e finanziarie dell’Italia.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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